I tifosi all’Olimpico dividono gli esperti. Gravina: “Entro il 7 aprile riscontri positivi”

Rischiamo di perdere le partite, gli scienziati restano cauti ma sperano

di Redazione, @forzaroma

Due giorni fa l’Uefa è stata chiara. A decidere se potranno esserci gli spettatori (e quanti) sugli spalti del prossimo campionato d’Europa dovranno deciderlo le autorità locali. Passata la palla, quindi, ora l’Organo del calcio europeo resta a guardare come finirà l’azione. E l’esito è tutt’altro che scontato. In Italia la discussione già sta prendendo corpo, perché il prossimo 11 giugno – sottolinea ‘Il Tempo’ –  lo stadio Olimpico di Roma dovrebbe (visti i tempi il condizionale è d’obbligo) ospitare la partita tra gli Azzurri di Mancini e la Turchia. “Con le dovute cautele, distanziamento e tampone, si può far attivare la manifestazione in sicurezza, ma si dovranno esprimere il Cts e il Governo”, dichiara Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio. Sulla stessa linea il presidente della Regione Nicola Zingaretti, che tira in ballo anche gli scienziati.

Ma come valutano l’idea i virologi? “Mancano ancora più di due mesi e qualche possibilità che la cosa possa concretizzarsi c’è. Parlarne è quantomeno una nota di speranza”, è l’opinione di Massimo Galli, direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Meno ottimista Andrea Crisanti, che delega al virus la decisione. “Saranno i numeri a decidere – afferma – penso che la volontà di tutti quella di tornare a fare una vita normale, anche andando a vedere una partita di calcio. Purtroppo però bisogna aspettare di vedere come evolverà la curva epidemiologica prima di prendere delle decisioni”. Gabriele Gravina, presidente della Figc, è invece convinto di poter aprire i tornelli ai tifosi. L’Italia ci tiene ad ospitare le gare dell’Europeo perché ha investito due anni di grande impegno di tanti giovani. Abbiamo allestito un’organizzazione importante che merita ci sia il fruitore di quell’evento che è il tifoso. Siamo convinti – conclude Gravina – che entro il 7 aprile avremo un riscontro positivo. L’Italia ha dimostrato di essere al passo con i tempi, ma soprattutto di avere una Federazione che riesce ad essere centrale nel mondo dello sport e verso le forze politiche”.

Intanto proprio da un partito, Italia Viva, arriva la richiesta di spostare la sede della finale di Champions in programma all’Ataturk Olimpiyat Stadi di Istanbul il 29 maggio. “Non possiamo accettare che si giochi lì – dicono diversi rappresentanti – sarebbe uno schiaffo alle donne dopo ciò che ha fatto Erdogan in Turchia”.

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