In un Olimpico semivuoto contro l’Atalanta cercando di risalire al 2°posto. Garcia: "Noi costretti a vincere. Pallotta è una benedizione per il club"

Rudi Garcia giura di non aver fatto il tifo per la Juve contro la Lazio. «Io penso solo alla Roma - dice dopo la rifinitura a Trigoria - gli altri risultati non cambiano nulla». Oggi, nella sfida interna all’Atalanta, tocca ai suoi giallorossi sfruttare il favore indiretto della capolista e mettere la freccia per il controsorpasso al secondo posto. Mai nell’era Garcia avevano vissuto una settimana sul terzo gradino del podio, «ma non ho sentito nessun giocatore- racconta il francese - affrontare questo argomento. Conta solo battere l’Atalanta, mi aspetto una Roma con tanta voglia: usciremo dal campo con i tre punti perché è l'unico obiettivo che abbiamo».
Le premesse, però, non sono delle migliori. A cominciare dall’ambiente. L’Olimpico sarà semi-vuoto, con la Sud squalificata e una possibile protesta fuori e dentro lo stadio contro Pallotta. «Preferisco sempre giocare con uno stadio pieno. Non avere la curva è uno svantaggio - analizza Garcia - ma ho già spiegato che la Roma è composta dai dirigenti: per primo il presidente che ha sempre difeso il suo club, lottando per avere uno stadio dove i genitori possano portare i propri bambini. Pallotta è una benedizione per la Roma, fa sempre tutto per portare in alto i nostri colori e non è lui ad aver squalificato la Sud».Poi ci sono le assenze. Pesanti: sette gli indisponibili tra squalifiche e infortuni più o meno recenti. Almeno è tornato Totti e Keita si è messo a disposizione per la panchina. «Il capitano lo abbiamo gestito, ora sta bene e quando è vicino al 100% è sempre un valore aggiunto. Keita, anche se non è al top, è una risorsa in più . Non sono senza soluzioni a centrocampo: ci sono Paredes, Uçan, Florenzi che possono giocare a centrocampo. Ed è meglio schierare calciatori al 100%». Come a dire: Keita non può partire dall’inizio, ma non sarebbe la prima «bugia» di Rudi alla vigilia.Tra gli indisponibili resta Maicon, su cui il tecnico pronuncia parole allarmanti. «Fa un passo avanti e due indietro. Ha un problema al ginocchio, che è sempre delicato: mi aspettavo il suo ritorno ma per il momento non può. Con la società e i dottori faremo un punto per spiegare meglio le sue condizioni».
Gli infortuni restano il vero tallone d’Achille della Roma. «In una stagione - l’analisi di Garcia - c'è sia fatalità che responsabilità. Ne parleremo a fine stagione». I conti con medici e preparatori si fanno a giugno, oggi c’è da battere l’Atalanta guidata da Reja. «Mi sono arrivati tanti messaggi dagli amici laziali - rivela l’ex tecnico biancoceleste - che mi chiedono una grande prestazione». Il derby inizia oggi.

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