Dopo il ko in Ucraina i giallorossi rimediano un’altra sonora sconfitta e tornano al quinto posto. Di Francesco cambia modulo e manda in bambola i suoi

Di Francesco cambia, ma perde di nuovo: lui la testa e la faccia, la Roma la partita, treno Champions e molto altro, scrive Il Tempo.

Dopo il ko in Ucraina i giallorossi rimediano un’altra sonora sconfitta, stavolta in campionato dal modesto ma comunque concreto Milan di Gattuso che non fa altro che aspettare: e poi colpire una squadra spenta, che continua a giocare senza tirare in porta e a fare una fatica enorme nel fare anche le cose più scontate. E meno male che c’è Alisson (ancora una volta il migliore in campo dei suoi) altrimenti finiva in goleada. Una Roma a tratti imbarazzante che rimedia la quinta sconfitta casalinga in campionato a un ko dalla peggiore stagione dal dopoguerra ad oggi (solo una volta ne aveva subite 6). Bel record per Di Francesco che è l’artefice di quanto visto ieri sera all’Olimpico: perché il pesce puzza dalla testa… sempre. Forse su di lui si era fatto il passo più lungo della gamba, perché ieri è sembrato proprio in confusione: unica cosa giusta della serata il cambio di Nainggolan che forse però non avrebbe dovuto nemmeno giocarla se stava così.

AS Roma v Atalanta BC - Serie A

Addio Champions, addio sogni di gloria, perché questa sconfitta vale due posti in classifica e d’un tratto la Roma si ritrova quinta in classifica, fuori dai posti per l’Europa che conta. Insomma fuori da tutto, se non aggrappata a quel ritorno degli ottavi di Champions che la sconfitta in Ucraina però fanno apparire come l’ennesimo spauracchio (se poi la squadra è questa inutile giocarla). Di Francesco cambia modulo e manda in bambola i suoi.

Poi mette Schick per Dzeko, Pellegrini per De Rossi e Peres per Florenzi, ma senza i tre «veterani» non sembra andar meglio: anzi, va esattamente allo stesso modo se non peggio. Perché manca tanta roba, troppa.

Reparti scollati, Nainggolan che esce tra i fischi con l’ennesimo, meritatissimo, quattro in pagella, peggiore in campo a palette: forse anche a lui sarebbe il caso di dare un po’ di respiro (ammesso che sia quello di cui ha bisogno e non di smetterla con le serate). L’opinione non cambia: puoi fare tutto nella tua vita se poi in campo fai il tuo dovere, altrimenti ti esponi alle critiche: giuste e legittime di chi paga il biglietto per venire allo stadio a tifare.

Ieri la Roma è riuscita nell’ardua impresa di far sembrare il Milan una squadra e quella coppia di pippe difensiva Bonucci-Romagnoli, un binomio di fenomeni. E basta anche con le teorie sulla sfortuna perché alla Roma non ne va mai dritta una, perché gli dice sempre male e mai un rimpallo, e mai una cosa che gira dritta e mai qui e mai là… Ma basta! Basta con gli alibi, questa squadra deve farei conti con se stessa e prendere coscienza del fatto che è tutt’altro che una banda di fenomeni. E da qui in avanti si ritroverà a combattere con squadre che hanno molta più voglia e «palle» di lei a combattere per un posto in Europa League, altro che Champions. Perché sabato Di Francesco & Co. vanno a Napoli e quelle davanti prenderanno il largo. Banale ma inevitabile.

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