Friedkin-Roma: ci siamo

Friedkin-Roma: ci siamo

Ieri i legali del magnate texano sono arrivati nella Capitale per incontrare i dirigenti del club giallorosso

di Redazione, @forzaroma

Manca sempre meno al passaggio della proprietà della Roma dalle mani di Pallotta a quelle di Friedkin, come riporta Il Tempo.

Una delegazione di quindici dirigenti del gruppo guidato dal magnate texano è infatti da ieri nella Capitale per le battute finali della trattativa che segnerà la fine del tycoon di Boston alla guida del club giallorosso. Dalla tarda mattinata fino alle 18 sono andati in scena lunghi incontri nella sede degli uffici della Roma a viale Tolstoj (è stato allestito un buffet all’interno): tra i presenti, oltre a Fienga, Calvo e Baldissoni, c’erano molti fedelissimi di Friedkin tra i quali Brad Beinart (Director, Finance & Asset Manager), Brian Walker (Director of Strategy and New Ventures) e Derrick Burnett (Strategy & New Ventures), che alloggiano a Palazzo Naiadi, hotel situato a Piazza della Repubblica.

C’è chi giura di aver visto Dan e Ryan Friedkin nello stesso albergo dei loro emissari, che hanno cenato in un ristorante di Via Torino, ma questa indiscrezione è stata ufficialmente smentita dalle parti in causa e non c’è alcuna foto o video a testimoniare la loro presenza.

Secondo quanto filtra fino al momento delle firme l’intenzione dei futuri proprietari romanisti è quella di tenere un profilo basso e di parlare soltanto a cose fatte.

Già dall’inizio della scorsa settimana gli advisor di Friedkin, che hanno studiato durante tutto il mese di gennaio ogni minimo aspetto contrattuale, economico e legale delle dodici società del mondo giallorosso, hanno mandato le bozze dei contratti alla controparte e l’auspicio è di terminare quest’ultima fase di lavoro entro la prossima settimana.

Difficilmente si arriverà alla firma sul contratto preliminare prima di San Valentino, ma l’auspicio di tutti è di ridurre al minimo l’attesa e di snellire la procedura, che fino ad oggi non ha registrato alcun intoppo dopo che a ridosso di Capodanno è stata siglata una lettera di intenti. Nessuno, Friedkin in primis, ha più voglia di attendere, anche se per il closing definitivo saranno necessari circa altri sessanta giorni dopo il preliminare: andrà convocato l’assemblea degli azionisti, verrà nominato il nuovo consiglio di amministrazione e verranno espletate tutte le procedure previste dalle leggi italiane ed europee, come quelle relative all’ Antitrust. Tutte tecnicalità giuridiche: ormai ci siamo.

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