Fondamentali gli ingressi di Marquinho e Bojan

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo G.Giubilo) – Sotto il vestito dei tre punti, poco o nulla: tanti rimpianti per le troppe occasioni da gol sprecate, qualche affanno di troppo in difesa, gioco soltanto a sprazzi.

A disagio Lamela nel ruolo di Totti, che non gli appartiene, per fortuna Luis Enrique ha intuizioni felici nei cambi, dà grande vivacità Bojan, ma rivela personalità anche Marquinho. Grandi parate di Frey, in effetti una sola palla-gol vera per il Genoa, traversa di Palacio. Nel complesso, errori in larga misura superiori alle belle giocate, ma intanto la Roma si ritrova a distanza non proibitiva da quel terzo posto che resta ancora un sogno. Uno strano primo tempo a due facce. Tre minuti per il bellissimo gol di Osvaldo lanciato da Greco, preferito a Marquinho, poi partita in mano alla Roma che non perde il vizio di non chiudere i conti, tante le occasioni da gol, belle parate di Frey, talvolta fretta eccessiva di concludere. Negli ultimi minuti, però, deve esaltarsi la linea difensiva per arginare la spinta di un Genoa che non si è mai arreso.

Dall’ultima appendice della nona di ritorno si passa direttamente alla Coppa Italia, tra stasera e domani l’ultimo atto delle semifinali di una manifestazione avvilita da tempi sbagliati, da una formula folle, da incertezze perfino sulle date di ogni turno. Esercita un fascino relativo la sfida tra Napoli e Siena, verdetto in apparenza scontato nonostante la misurata vittoria dei toscani all’andata. Domani sera gli azzurri, fuori dall’Europa, avranno le motivazioni giuste per garantirsi la finale dell’Olimpico, sperando di portare in bacheca un trofeo, anche se non particolarmente prestigioso. (…)

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