Il principale ostacolo è quello del Transfer Balance sul costo della rosa, decaduto al termine della passata stagione. Ma quello era solo uno dei paletti che la società dei Friedkin doveva rispettare

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"L'AS Roma non ha soddisfatto il requisito del pareggio di bilancio previsto dal Fair Play Finanziario nella stagione 2021/22 e ha concordato un accordo transattivo di 4 anni". Iniziava così il comunicato dell'UEFA del settembre 2022 sul settlement agreement a cui sarebbe stata da allora sottoposta la Roma. Da quella dati i tifosi giallorossi hanno iniziato a fare i conti con diverse limitazioni e paletti, che per anni hanno stravolto le sessioni di mercato e che ancora oggi sono di stretta attualità. Il principale ostacolo, scrive Filippo Biafora su Il Tempo, è quello del Transfer Balance sul costo della rosa, decaduto al termine della passata stagione. Ma quello era solo uno dei paletti che la società dei Friedkin doveva rispettare. Oltre i 60 milioni di rosso non si potrà andare. Le società non possono spendere più del 70% dei loro ricavi nella somma di stipendi di giocatori e staff, di ammortamenti dei cartellini e di commissioni per gli agenti. Il tutto si può riassumere in un breve concetto: vanno alzati i ricavi per mantenere i costi attuali o vanno ridotti i costi per rientrare nel limite del 70% visto che al momento la Roma supera tale rapporto.

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