Di Francesco a oltranza

Di Francesco a oltranza

Il day after è stato dedicato ai faccia a faccia, Di Francesco ha parlato alla squadra, cosa che il diesse farà nei prossimi giorni

di Redazione, @forzaroma

Il coraggio di non cambiare, l’azzardo di tenere in panchina l’allenatore più discusso del momento e il rischio di subirne poi le conseguenze. Vince ancora la linea Monchi e Di Francesco batte tutte le sue ombre. La Roma rimane immobile, perde 7-1 a Firenze eppure sceglie di andare avanti con gli stessi uomini, in campo e soprattutto fuori, ma non lo fa per inerzia, crede davvero che la strada migliore sia quella già intrapresa, che il tecnico migliore si trovi già a Trigoria.

Come riporta “Il Tempo”, una valutazione sui possibili sostituti è stata fatta più volte in questa stagione, nessuno ha fatto innamorare il direttore sportivo, che finché avrà pieni poteri decisionali non caccerà Di Francesco. Salvo serie complicazioni legate all’obiettivo prioritario, il 4o posto in campionato, ma parliamo di una combinazione di risultati negativi e reazioni depressive del gruppo che al Bernardini si augurano di evitare. Pallotta ha delegato ogni decisione a Monchi, che si sta assumendo una grande responsabilità nel confermare l’allenatore e, se alla fine la Roma dovesse sbandare oltremisura, sarà il primo a essere messo in discussione.

A fine stagione verrà fatto un bilancio generale, è inevitabile, ma al momento nessuno è in bilico e tutti insieme proveranno ad uscire da questa situazione. Il day after è stato dedicato ai faccia a faccia, Di Francesco ha parlato alla squadra, cosa che il diesse farà nei prossimi giorni (ha lasciato il centro sportivo intorno alle 15.30, quando i tifosi erano già andati via) per confrontarsi proprio con Monchi, che gli ha ribadito una fiducia totale. Prima o dopo Firenze non è cambiato nulla e non sarà il Milan, comunque vada, la partita della vita per l’abbruzzese.

La società preferisce ragionare con calma sul futuro, a giugno potrà eventualmente pescare tra una rosa di allenatori più ampia (vedi il caso Sarri, reduce da una figuraccia – il 4-0 col Bournemouth – e in bilico al Chelsea). Fare la rivoluzione a meno di 4 mesi dalla fine dell’anno calcistico non è qualcosa che rientra nella filosofia di Monchi, anche se forse sarebbe la strada piú facile e terrebbe a bada le smanie dei tifosi. Il diesse a fine gara li ha messi a dura prova, “niente ritiro, nessun acquisto e nessun esonero”, la sintesi delle sue parole spiazzanti ma sincere.

Il mercato invernale della Roma si è chiuso senza mai essere iniziato, ieri Luca Pellegrini è andato a Cagliari in prestito secco e ci sono state solo altre operazioni minori in uscita: Marcucci a titolo definitivo al Foggia, col 30% sulla futura rivendita per i giallorossi, che incasseranno 1.25 milioni di euro a giugno grazie alla cessione di Machin (via Pescara) al Parma. Monchi ha sfiorato il colpo Vida, una volta saltato (per mancato accordo economico col Besiktas) ha scelto di non cercare altro, anche se teneva sott’occhio Skrtel e Kannemann, e l’ha fatto per ribadire la fiducia nei giocatori che ha. L’ultima volta con 0 acquisti a gennaio è stata nel 2010-11, non era mai accaduta nell’era americana. È una rivoluzione al contrario, funzionerà?

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