Dall’Inferno al Paradiso

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo – T.Carmellini) Vince la Roma, vince Zeman, ma dei giallorossi nessuno esce sconfitto. Non era una sfida fratricida, un muro contro muro, ma solo la voglia di mostrare al resto del mondo che questa Roma può dire qualcosa.

 

Era partita malissimo, ancora una volta. Pronti via subito l’errore di Tachtsidis (protagonista suo malgrado delle querelle in settimana sul ruolo conteso con De Rossi) che spalanca il contropiede del Genoa, sponda dell’ex Borriello e Roma sottobagno. Il raddoppio firmato Jankovic sembrava il prologo del naufragio giallorosso che sarebbe stato davvero letale. Troppe volte visto: a Torino con la Juve che di altro tasso tecnico dispone, all’Olimpico con l’Atalanta. Stesso film col Genoa, sembrava una partita già maledetta: quindici minuti e Roma sotto di due gol.

 

Poi i giocatori che contano hanno iniziato a fare la differenza. Totti ha preso per mano la «sua» squadra realizzando un gol bello (numero 217 che lo fa diventare il 3° marcatore di sempre in serie A) e importante che ha ridato linfa vitale a un gruppo che sembrava destinato a sgretolarsi. Lì la Roma ha iniziato a giocare alla Zeman, Piris già autore dell’assist per Totti ha finalmente capito che deve arrivare in fondo anche senza palla e sull’idea del solito Totti ha messo nel mezzo il pallone che Osvaldo ha trasformato in pareggio. La ripresa è tutta romanista, la squadra di Zeman inizia a giocare il suo calcio, cresce col passare dei minuti e diventa un monologo. Inevitabile il vantaggio che porta la firma ancora di Osvaldo e il quarto gol nel finale di gara di Lamela non fa che confermare quanto di buono mostrato in campo dalla Roma.

 

Il bilancio, dopo i primi 18 minuti di solita follia, è più che positivo perché in 90 minuti la Roma è riuscita a mettersi alle spalle due settimane di veleni e ha dimostrato di aver ritrovato un’unità che sembrava impossibile. È il successo di Zeman che continua, solerte, ad andar dritto per la sua strada con la società alle spalle senza far sconti a nessuno. Anche su questo fronte le esternazioni e le posizioni del boemo che qualche settimana fa sembravano assurde, si sono dimostrate profetiche: Osvaldo migliore in campo, De Rossi rigenerato e padrone assoluto del centrocampo nonostante si sia pestato più volte i piedi con Tachtsidis. Le gerarchie le da il campo e la squadra è evidente come cerchi l’azzurro lì in mezzo. Alla fine son solo numeri, chiacchiere e prese di posizione… o qualcuno è ancora convinto che Totti faccia l’esterno destro?

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