Campo Testaccio: spazio al degrado

Campo Testaccio: spazio al degrado

L’ex glorioso stadio dell’As Roma in primo Municipio, sembra un bosco. Cumuli di bottiglie, ammassi di cartoni davanti all’ingresso, e il terreno invaso da erbacce ricresciute

di Redazione, @forzaroma

Un progetto pilota per il riciclo del terreno di Campo Testaccio. A darne notizia, qualche giorno fa, è stato l’assessore capitolino allo Sport, Daniele Frongia, rimarcando: “Si lavora per migliorare il territorio ottimizzando i costi per Roma Capitale“. “Il primario impegno del Dipartimento Sport, cui è ancora in carico la struttura in attesa di trasferimento al Municipio I, come da nuova classificazione degli impianti capitolini – spiegava una nota – era di restituire gli spazi mettendo in atto le azioni preliminari alla messa in sicurezza dell’area, stanziando circa 250mila euro per coprire in parte le buche presenti”, Specificando: “La novità è che, grazie a un importante lavoro congiunto tra Dipartimento Sport e Dipartimento Tutela Ambientale, si prevede di proporre Campo Testaccio come progetto pilota per il riutilizzo di terre da scavo nel rispetto della normativa di settore e del principi dell’economia circolare“.

Intanto, l’ex glorioso stadio dell’As Roma in primo Municipio, dopo la bonifica di settembre dello scorso anno, che ha consentito la rimozione di cumuli di rifiuti, lo smantellamento di insediamenti abusivi e lo sfalcio dell’erba, sembra un bosco: un ammasso di sterpaglia secca dove proliferano rifiuti a dismisura sia all’interno che all’esterno della struttura.

Cumuli di bottiglie, ammassi di cartoni davanti all’ingresso, e il terreno invaso da erbacce ricresciute, ora ad altezza uomo, su sfondo dei soliti graffiti che deturpano i muri cadenti. Sporgendosi dalle grate o affacciandosi dalle finestre della confinante scuola media, è un tripudio di degrado e pericoli dietro l’angolo. Tra gabbiotti elettrici aperti e divelti accanto a rami e tubi caduti. Si era detto «entro la fine dell’anno i lavori saranno conclusi». I residenti dubbiosi – e la città tutta – attendono comunque fiduciosi.

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