Zorro getta la maschera

Analizzati gli ultimi risultati e a prescindere da come finirà la stagione, presto sarà scelto l’erede di Fonseca

di Redazione, @forzaroma

Montagne giallorosse. Si vola e si precipita. Anche in meno di 3 giorni. Salti in alto e nel vuoto, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. La Roma si diverte così. Non i Friedkin. Il rendimento non dà alcuna garanzia. E la squadra è indecifrabile. In picchiata quando gioca in campionato: 8 sconfitte, 6° posto (la Lazio è a -1, ma deve recuperare la gara con il Torino: sorpasso possibile) e fuori dalla zona Champions.

In orbita, invece, quando si presenta in Europa League: qualificata con 2 turni d’anticipo, 1° posto nella fase a gironi, solo 1 ko e ininfluente, promossa ai quarti con 4 vittorie di fila nel 2021. Fonseca deve rispondere dell’inspiegabile saliscendi alla proprietà che, senza essere mai stata convinta di confermarlo, vorrebbe capire come mai ha raccolto solo 3 pareggi nei 9 scontri diretti contro le big e appena 7 punti nelle ultime 6 partite del torneo. Così, analizzati gli ultimi risultati e a prescindere da come finirà la stagione, presto sarà scelto l’erede di Paulo (potrebbe pure essere lui a lasciare). È l’argomento principale nei discorsi tra dirigenti. Se n’è parlato a lungo a Trigoria nel day after dell’umiliante sconfitta di domenica.

Lo diciamo senza mezzi termini, condividiamo l’ambizione con i tifosi e vogliamo vincere. Ma abbiamo bisogno di pazienza, i campioni non vengono costruiti dall’oggi al domani“. Da questo passaggio della lettera inviata metaforicamente dalla proprietà Usa alla gente il 4 settembre dovrebbe essere chiaro l’identikit del nuovo allenatore.

I Friedkin cercano, con la consulenza di Gould della Retexo, chi lavora con i talenti per farli diventare stelle. Investimenti, dunque, sui giovani. Reynolds, l’ultimo acquisto fatto a gennaio, è l’esempio di come intendono programmare.

Senza Champions, la Roma avrà meno appeal, ma la candidatura di Sarri, ancora stipendiato dalla Juve, resta sempre d’attualità e anche Juric, tesserato del Verona, prende quota. All’estero seguito il tedesco Nagelsmann, 33 anni, ora al Lipsia e prenotato dal Bayern, se Flick diventa ct della Germania. Ma la preferenza va a un italiano per evitare la ripartenza lenta dovuta al normale periodo d’adattamento dello straniero.

Se fosse per Pinto, la conferma di Fonseca sarebbe scontata. Il nuovo gm vota per il connazionale. Dan e Ryan Friedkin, invece, si guardano attorno da tempo. E, magari rinnegando il testo della lettera ai tifosi, avrebbero voglia di osare, puntando al top coach.

Allegri è libero e quindi contattabile. Qualche colloquio c’è già stato, ma l’allenatore ha preso tempo. Nella Juve qualche fedelissimo lo vorrebbe di nuovo a Torino. E lui guarda anche a Milano: Conte è capace di lasciare l’Inter dopo aver vinto lo scudetto. Meglio, insomma, l’Italia che l’estero, dove il Real e lo United lo tengono in grande considerazione. Ecco perché la Roma non lo esclude dal casting.

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