Zeman: «La mia rivincita»

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – M.Ferretti) Zdenek Zeman parla già da allenatore della Roma.

«Per me questa avventura rappresenta tante cose, una rivincita e una nuova occasione. Sono uscito dalla Roma perché dovevo uscire. Sono uscito per un problema politico, non per il rendimento. Nel 1998, dopo lo scandalo (doping, ndr), la Roma ha perso più di venti punti per le decisioni di altri. Con venti punti in più, la squadra sarebbe stata competitiva. Continuando con me, l’anno dopo la Roma non avrebbe fatto meglio quindi è stato giusto cambiare».

E ancora. «Totti giocherà ancora in quel ruolo (attaccante di sinistra?, ndr)? Se dimostrerà di essere il più bravo, giocherà. Io ho sempre fatto giocare chi lo meritava, non per il nome. La carta d’identità non incide. Non mi piace lavorare solo con i giovani ma con chi ha voglia di migliorarsi a qualsiasi età. Ho avuto tanti giovani che non avevano voglia di sacrificarsi e tanti campioni che s’impegnavano, che volevano crescere e imparare anche a trentaquattro anni. Ripeto, non decide l’età ma la voglia di prendere la professione sul serio e fare il meglio possibile. I miei allenamenti non sono duri: ci sono discipline in cui si lavora veramente, il calcio è un divertimento. Non so se guadagnerò meno di Luis Enrique: non mi interessa sapere quanto prendeva lo spagnolo», le sue parole a Sky. Intanto, l’incontro tra la Roma e Zeman per la firma del contratto ci sarà venerdì. E così per l’annuncio ufficiale, con la presentazione del tecnico, forse bisognerà aspettare la prossima settimana. Questo il calendario dei lavori sull’asse Roma-Pescara. Problemi? No, assicurano. Rispetto di alcune scadenze, se mai. Il faccia a faccia di lunedì tra il dg Franco Baldini e l’allenatore boemo ha portato ad un accordo di massima («Siamo a buon punto», ancora parole di Zeman): ieri ci sono stati altri contatti tra le parti per arrivare in fretta al nero su bianco ma, come detto lunedì dallo stesso Zeman, c’è bisogno di un altro incontro.

E ricordando che sabato a Pescara ci sarà il Memorial Franco Mancini, al quale il boemo tiene moltissimo per rispetto dell’amico scomparso, è ipotizzabile che il nuovo incontro sarà tra i dirigenti della Roma e un rappresentante di Zeman. «Per sapere il nome dell’allenatore, ci sarà bisogno di tre, quattro giorni», il virgolettato di lunedì del ds Walter Sabatini. Con i tempi, bene o male, ci siamo. Tra il club giallorosso e il boemo c’è ancora da limare la questione economica, ma la differenza tra l’offerta e la richiesta non appare enorme. Zeman – dopo l’incontro con Baldini – si sente già romanista (e l’ha ampiamente dimostrato con l’intervista di ieri) e per questo il Pescara si è immediatamente messo al lavoro, incontrando ieri Delio Rossi nello stesso albergo abruzzese che aveva ospitato il giorno prima la stretta di mano tra Baldini e Zeman.

La Roma vorrebbe legarsi con un contratto biennale, Zdenek da sempre firma per un anno: non sembra essere, questo, un ostacolo insormontabile se la Roma vuole davvero il boemo. E un accordo economico, se c’è la voglia di trovarlo, si trova. A cifre inferiori rispetto a quelle che figuravano nei mesi passati sul contratto di Luis Enrique. L’obiettivo comune di firmare c’è. La differenza, si dice, al momento è di 200 mila euro: facendo ognuno un passo verso l’altro, e aggiungendo tutta una serie di bonus, si dovrebbe arrivare all’accordo. Magari ad una cifra intorno al milione di euro netto come base. Complicato pensare che, dopo l’intervista di ieri, la Roma e Zeman non si mettano (più) d’accordo.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy