Zaniolo, ruolo e contratto dietro la crisetta

Zaniolo, ruolo e contratto dietro la crisetta

Dopo aver toccato il cielo con un dito la notte della doppietta al Porto il 12 febbraio, Nicolò vive un momento-no

di Redazione, @forzaroma

Era stato buon profeta il ct Mancini in un’intervista a Il Messaggero di poche settimane fa: “Con i giovani bisogna avere pazienza, perché gli alti e bassi sono normali”.

Puntualmente sta accadendo, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Dopo aver toccato il cielo con un dito la notte della doppietta al Porto (12 febbraio), Zaniolo vive un momento-no. La sua flessione tiene banco, certificata da Ranieri: “Il momento è negativo, mi aspettavo di più”. Parole dirette, senza fronzoli, a tal punto che non sono in pochi che iniziano a pensare che sia in atto una strategia di comunicazione che ha come fine quello di abbassare le richieste dell’agente del ragazzo in sede contrattuale.

La trattativa vive un momento di stand-by. La Roma la sua offerta l’ha recapitata: 1,7 milioni più bonus. L’entourage di Nicolò ha però preso tempo. Il punto d’incontro a 2 milioni appare ad oggi l’happy-end più probabile anche se, a sorpresa, Zaniolo chiederà di restare vincolato temporalmente alla scadenza attuale (2023). Tradotto: nessun prolungamento sino al 2024.

Sono in atto riflessioni e 4 anni, a queste cifre, vengono ritenuti sufficienti da chi segue il ragazzo. A meno che non lieviti ulteriormente l’offerta. La palla, dunque, passa alla Roma. Che a breve potrebbe integrare il management con l’arrivo di Petrachi. Il ds granata, al netto delle smentite che arrivano da Torino, è vicino ad affiancare Massara alla guida tecnico-sportiva del club.

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