Un solo uomo al comando: Monchi

Un solo uomo al comando: Monchi

Il ds spagnolo con le sue scelte tiene in “ostaggio” il club. Pallotta gli ha affidato un’arma a doppio taglio

di Redazione, @forzaroma

La Roma si è avvicinata all’appuntamento odierno contro il Milan come se nulla fosse accaduto, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero.  Un’inedita terapia del dolore, forse. Ritiro? Macché. Multe? Niente. Rimborso per i tifosi che hanno preso acqua, insulti e sfottò a Firenze? Nulla. Tutto è stato già accantonato, ci si augura non dimenticato, ma di certo messo da una parte.

Nel post Firenze, ad eccezione delle scuse a caldo del ds Monchi, nessun dirigente si è fatto avanti per spiegare pubblicamente, e con chiarezza, ai tifosi le mosse del club; si è fatto semplicemente trapelare che Di Francesco non rischiava il posto e che non lo rischierà neppure nel caso in cui dovesse perdere contro il Milan.

Il presidente Pallotta ha affidato a Monchi la gestione dell’intera faccenda, riconoscendogli un ruolo altissimo all’interno del club e al tempo stesso mettendolo alla prova (anche) in vista della Roma che verrà. Monchi, oggi, a Trigoria comanda come nessun altro, e per questo difende – contro tutto e tutti – le sue creature, squadra e Di Francesco.

Il quale, dopo aver invocato un inevitabile mercato, adesso si trova con una rosa più corta (via Luca Pellegrini in cambio di nessuno), ma si guarda bene dal lamentarsi. Perché un allenatore, si sa, lavora sempre con il materiale che gli mette a disposizione la società. Alzare la voce, perciò? No. Anzi, non facendo mercato in entrata, Monchi paradossalmente gli ha fornito un assist: io questi c’ho, cosa posso fare?

Il ruolo di Monchi merita una riflessione. Lo spagnolo, confermando sine die EDF, probabilmente sta rischiando qualcosa di suo sul piano professionale, ma qualora le cose alla fine dovessero andare male (leggi Roma fuori dalla zona Champions) lui potrebbe salutare baracca e burattini, e ricominciare da un’altra parte con gli antichi onori del caso. O potrebbe essere esonerato da Pallotta, ma a giochi non più preziosi già fatti. Chissà.

E ci si interroga su che fine abbia fatto Franco Baldini, lo sponsor di Paulo Sousa: possibile che sia passato da tutto tutto a niente niente, sorpassato a destra da Monchi arrivato a Roma proprio su suo input?

Qualora stasera la Roma contro il Milan riuscisse a vincere, avrebbero avuto ragione i profeti del tuttoaposto che lavorano a Trigoria. E questo noi alla Roma auguriamo.

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