Un’Italia con il mal di gol

La Nazionale fatica a ripartire dopo il flop mondiale. E Mancini ci mette del suo, modificando la formazione per nove-undicesimi e scambiando le gare di Nations League per le amichevoli in cui si fanno gli esperimenti, utili e non

di Redazione, @forzaroma

L’Italia inciampa a Lisbona, e peggiora nella prestazione rispetto alla gara contro la Polonia, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

La Nazionale fatica a ripartire dopo il flop mondiale. Il 2° ko del ct Mancini, dopo quello in amichevole contro la Francia il 1° giugno a Nizza, certifica lo spessore del suo gruppo: mancano la qualità e la personalità del nuovo che non avanza. Il Portogallo campione d’Europa, anche senza Ronaldo, si prende la partita: la beffa viene dal gol dell’ex milanista Andrè Silva, scartato dalla nostra serie A che ha accolto proprio CR7. Gli azzurri, solo 9 gol nelle ultime 13 partite, dimezzano i tiri nello specchio della porta, scendendo da 2 a 1.

Mancini, oltre agli uomini, addirittura cambia anche il sistema di gioco, passando dal collaudato 4-3-3 all’improvvisato 4-4-2, con Chiesa sistemato a centrocampo e di conseguenza allontanato dall’area di rigore avversaria. Nemmeno uno juventino nella formazione di partenza. L’ultima volta 20 anni fa, con Cesare Maldini in panchina al mondiale del 98 in Francia, contro il Camerun e in amichevole lo scorso maggio, proprio con l’attuale ct, contro l’Arabia Saudita.

Mancini è come se ignorasse il campionato. Basta pensare che Caldara deve ancora debuttare nel Milan e a Lisbona incide sul risultato quando regala il pallone a Carvalho e Bruma va via in contropiede a offrire l’assist per il vantaggio ad Andrè Silva. Chiesa, sinistro da fuori, fa l’unico tiro in porta degli azzurri nel 1° tempo. Minuto 15. Sarà l’unica conclusione degli azzurri. Distante da Rui Patricio, non può certo spaventarlo. Davanti Immobile fa cilecca e non entra in partita, Zaza combatte a vuoto. Il centrocampo non aiuta gli attaccanti. Meglio il finale, senza Immobile: dentro Berardi per il ritorno al 4-3-3. E con Emerson (anche lui esordiente) e Belotti rispettivamente per Criscito e Cristante per il 4-2-4. Zaza è il più pericoloso, ma nemmeno lui inquadra mai la porta. Poche chance, ancora niente gol. Gli 11 corner non bastano. L’Italia non tira, gli avversari sì.

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