Ultrà, il conto dei violenti lo pagano le squadre

Ultrà, il conto dei violenti lo pagano le squadre

Nel prossimo futuro, per i match di calcio o per i grandi eventi, saranno gli organizzatori a pagare il servizio svolto in strada dai caschi bianchi a tutela dell’ordine e della viabilità

di Redazione, @forzaroma

Le società sportive non l’hanno presa molto bene ma la strada è tracciata e dal Campidoglio non intendono tornare indietro: dovranno pagare loro i vigili urbani e farlo anche prima delle partite, pena la notifica di ingiunzioni da parte del Comune, scrive Camilla Mozzetti su Il Messaggero.

Nel prossimo futuro, per i match di calcio o per i grandi eventi come i concerti allo stadio Olimpico ma anche al Circo Massimo, ad esempio, saranno gli organizzatori a pagare il servizio svolto in strada dai caschi bianchi a tutela dell’ordine e della viabilità. La prossima settimana la sindaca Virginia Raggi porterà in giunta il testo già ribattezzato delibera hooligan. E nella proposta ci sono almeno due clausole dirimenti. A partire dalla voce spese. Basta gravare sul Bilancio dell’amministrazione il refrain che circola nelle stanze di Palazzo Senatorio per appuntamenti, soprattutto sportivi, che richiedono un impegno enorme di vigili e che sfociano poi in tafferugli e scontri, come è accaduto all’Olimpico mercoledì scorso durante la finale di Coppa Italia. Ogni anno il Comune per gli appuntamenti allo stadio spende per il servizio dei vigili quasi 2 milioni di euro. Anche i club è l’assunto devono fare la loro parte.

Altro criterio imposto dal Campidoglio riguarda le modalità di pagamento: i grandi club dovranno erogare la cifra concordata almeno sette giorni prima del fischio di inizio della partita che sarà rimborsata (escludendo i costi relativi alle spese del personale già supportate per il servizio reso) solo nel caso in cui l’evento dovesse saltare all’ultimo. Ovviamente se le società dovessero mostrarsi reticenti, l’incontro non verrà cancellato ma il Campidoglio attiverà poi “tutti gli strumenti per la riscossione coattiva”. Cartelle esattoriali, tanto per intenderci, o ingiunzioni da notificare ai club.  I grandi club sono in subbuglio: il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha storto il naso affermando che “Le società non devono diventare dei bancomat”, mentre negli ambienti della Roma hanno iniziato a far di conto sulle spese già sostenute.

 

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