Trasporti, viabilità, parcheggi: “Impatto catastrofico sulla città”

Trasporti, viabilità, parcheggi: “Impatto catastrofico sulla città”

Tutto il quadrante Sud di Roma eviterebbe di finire nella morsa dell’imbottigliamento perpetuo solo se cambiassero le “abitudini” dei romani

di Redazione, @forzaroma

Una “catastrofe” chiamata Tor di Valle, che si potrebbe evitare solo stravolgendo la mobilità cittadina, da qui a 10 anni, scrive Lorenzo De Cicco su Il Messaggero.

Inutili tutte le opere pubbliche presentate nel progetto approvato dai grillini: “Non sufficiente il massiccio rafforzamento dell’offerta di trasporti pubblici”, “non sufficiente il nuovo asse viario derivante dall’unione della Via del Mare e della via Ostiense», «non sufficiente il ponte dei Congressi”, peraltro pagato dallo Stato.

Tutto il quadrante Sud di Roma eviterebbe di finire nella morsa dell’imbottigliamento perpetuo solo se cambiassero le “abitudini” dei romani, in tutta la città, se insomma si riuscisse a “contenere la mobilità privata”, cioè l’uso delle automobili. Così scrive il Politecnico di Torino, nel parere finale che ricalca, in larghissima parte, la bozza che terremotò il Campidoglio a inizio dicembre.

Restano tutti i passaggi più pesanti, tutte le stroncature. Ne emerge, scrivono gli esperti, “un quadro preoccupante che vede, in assenza di altre azioni, negli scenari futuri un possibile blocco pressoché totale della rete principale”. E perfino possibili rischi per “la salute dei cittadini”. Un impatto “catastrofico” – altra parola chiave della bozza confermata – su una grande porzione della Capitale, perfino ammettendo che «il 50%» dei tifosi raggiunga gli spalti coi mezzi pubblici, scenario “oltremodo ottimistico”.

Per il Grande Raccordo Anulare, attraversato ogni giorno da 160mila mezzi, si rischia un “peggioramento netto”, dal momento che l’anello va in “saturazione” già con 6.300 veicoli l’ora, mentre si arriverebbe all’incredibile quota di “8.000-8.500 veicoli”. Praticamente il “blocco totale del traffico”, un carico “impensabile”. E questo – è importante sottolinearlo – già prevedendo che “il 50%” degli spettatori lasci la macchina a casa.

Per evitare il collasso della zona, bisognerebbe cambiare tutto. Puntare su un'”offerta pluri-modale, con biciclette, tpl, trasporti intelligenti”. Progetti contenuti nel Piano di Mobilità Urbana Sostenibile presentato dal Campidoglio M5S, che però ha un orizzonte temporale molto ampio, «5/10 anni», si legge nel parere.

 

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