Tor di Valle stile Corviale. Un “serpentone” unico con palazzi a sette piani

La novità è che le opere private, negozi, uffici, ristoranti, saranno accorpate in un unico blocco

di Redazione, @forzaroma

Ieri in Campidoglio è arrivato il progetto bis di Tor di Valle, dimezzamento delle cubature monstre della prima versione ed è stato subito discusso dai consiglieri della maggioranza di Virginia Raggi. Come previsto dal patto Roma-Comune del 24 febbraio, scrive Lorenzo De Cicco su Il Messaggero, spariscono dai rendering le tre contestatissime torri alte fino a 220 metri destinate agli uffici privati. Resta comunque, nel progetto del nuovo stadio, mezzo milione di metri cubi di costruzioni. La novità è che le opere private – negozi, uffici, ristoranti – saranno accorpate in un unico blocco. Una sorta di “Serpentone”, stile Corviale, che metterà insieme, attraverso dei ponti, edifici alti fino a 7 piani. Per le opere pubbliche si “salva” l’unificazione della via Ostiense con la via del Mare, nel tratto che va dal Raccordo a viale Marconi.

Per quanto riguarda i trasporti, è stata cassata definitivamente la biforcazione della metro B (il vecchio progetto prevedeva il prolungamento fino a Tor di Valle), mentre verrà potenziata la ferrovia Roma-Lido, anche se non è ancora chiaro il numero di nuovi treni che verranno acquistati dai proponenti. Salta il ponte carrabile sul Tevere, restano solo i collegamenti per ciclisti e pedoni. Dal Campidoglio ieri spiegavano che verrà aumentato anche il verde pubblico intorno all’impianto sportivo.

Il nuovo provvedimento è già stato inserito nel calendario dei lavori dell’Assemblea capitolina e dovrebbe arrivare sui banchi dell’Aula Giulio Cesare il prossimo 13 giugno. Gli uffici tecnici del Comune, compresa l’Avvocatura, sono al lavoro da dieci giorni, da quando, il 13 maggio, la giunta Raggi ha varato una memoria per modificare il progetto.

 

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