Tor di Valle, nuovi dubbi dei tecnici comunali: “Terreno troppo fragile”

Si teme che si ripeta quanto è accaduto al palazzo di giustizia di piazza Cavour fino a quando, attraverso una serie di costosi lavori, è stato messo in sicurezza

di Redazione, @forzaroma

“Guardate che qui rischia di finire come con il Palazzaccio”, dicono preoccupati gli ingegneri che per conto del Campidoglio hanno visto le carte del progetto Tor di Valle. La paura è che quell’”Ecomostro”, quasi dimezzato, di negozi, uffici e alberghi che i privati vorrebbero costruire accanto al nuovo stadio – violando i limiti posti dal piano regolatore – possa trasformarsi in un gigante di cemento troppo pesante per il terreno sottostante, come riporta Lorenzo De Cicco su Il Messaggero. Talmente pesante da sprofondare, anno dopo anno, così come è accaduto al palazzo di giustizia di piazza Cavour fino a quando, attraverso una serie di costosi lavori, è stato messo in sicurezza.

Sono i tecnici dell’Urbanistica capitolina ad avere davanti, in questi giorni, le carte con i “profili geologici” della zona che mostrano un sottosuolo estremamente fragile. Per dire: per trovare lo strato più solido, quello della ghiaia, bisogna arrivare a 50 metri di profondità.

Di questo rischio per il progetto Tor di Valle si sono occupati in passato alcuni geologi di fama, come Giuseppe Gisotti, presidente della “Sigea” (Società Italiana di Geologia Ambientale) e Maurizio Lanzini. “Tutto questo settore della Valle Tiberina è attualmente soggetto a subsidenza con velocità di almeno 3-4 millimetri l’anno – hanno scritto – come si rileva da recenti ricerche effettuate da studiosi della Università di Roma Tre”.

 

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