Tor di Valle, al Comune bastano i mini-tagli. L’altolà degli urbanisti

M5S apre al progetto rivisto dello stadio che prevede la riduzione di solo un quarto di cubature: ma servirà una variante al Prg

di Redazione, @forzaroma

Un minimo taglio delle cubature, intorno al 20-25%, una “mano di verde” attraverso alcune certificazioni ecologiche e qualche albero in più, nessun taglio alle infrastrutture promesse all’ex sindaco Marino.

A sbloccare la partita-stadio è stato il vertice di ieri pomeriggio in Campidoglio, come scrive Lorenzo De Cicco su Il Messaggero, dove il vicesindaco Luca Bergamo ha incontrato il dg della Roma Mauro Baldissoni e il costruttore Luca Parnasi.  Nella blindatissima riunione nella Sala delle Bandiere, con le tapparelle rigorosamente abbassate, i privati hanno proiettato le loro slide. Illustrando ai rappresentati dell’amministrazione M5S la leggera sforbiciata alle cubature (appena un quarto del milione di metri cubi previsti inizialmente) e una nuova ridefinizione degli spazi interni al business park con più verde e l’eliminazione di alcuni corpi bassi nel cosiddetto “convivium”. Le nuove planimetrie, gli schizzi di come cambierà il business park e alcuni rendering riadattati hanno convinto il Campidoglio a dare un via libera di massima.

E così dopo avere votato contro all’«interesse pubblico» di Tor di Valle nel 2014 e avere sbandierato il «no alla speculazione» durante tutta la campagna elettorale, ora il M5S è pronto ad avallare un progetto definito da tutte le principali organizzazioni ambientaliste come una «colossale speculazione edilizia» e stroncato anche dall’Istituto nazionale di Urbanistica.

Per il parere definitivo del Campidoglio, però, bisognerà aspettare ancora: «Faremo una valutazione di questa novità e ci siamo dati appuntamento per un ulteriore passaggio alla settimana prossima», ha concluso Bergamo. Poi i Cinquestelle dovrebbero portare prima in giunta e poi in Assemblea capitolina la delibera di variante urbanistica.

 Contro il progetto Tor di Valle intanto si sono schierati ieri oltre trenta urbanisti. Compreso Carlo Cellamare, a cui era stato proposto dalla giunta Raggi di subentrare proprio a Berdini. Anche Italia Nostra è sulle barricate: «La sindaca Raggi si rimangia l’esposto in Procura, presentato quando era all’opposizione proprio contro il progetto Tor di Valle». Protesta anche l’opposizione. Per Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia «la decisione finale non è di sindaci e assessori, ma dei tecnici che ne rispondono sul piano civile e penale».

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