Stadio, un pool di esperti vigilerà sulle opere pubbliche

La Raggi è pronta a inserire una clausola ad hoc nella convenzione urbanistica: “Alcuni degli edifici verranno destinati a servizi sociali e culturali”

di Redazione, @forzaroma

La giunta di Virginia Raggi è pronta a inserire una clausola ad hoc nella convenzione urbanistica che verrà stipulata con i proponenti, mentre un pool di esperti comunali vigilerà sulle opere pubbliche collegate al nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. I tecnici dell’Urbanistica comunale, riporta Il Messaggero, vigileranno sulle infrastrutture previste dal nuovo progetto ma anche sull’effettiva riduzione delle cubature per gli edifici commerciali, per evitare che ci siano cambiamenti in corso d’opera. Il M5S, però, prova a ricompattarsi e a far rientrare la fronda dei consiglieri dissidenti. La sindaca, nella giornata di oggi, avvierà l’iter per elaborare la nuova delibera che modificherà il provvedimento varato dall’ex sindaco Ignazio Marino nel 2014. Proprio l’ex primo cittadino ha dichiarato: «la Raggi ha cancellato tutte le opere di interesse pubblico, come il parco grande come Villa Borghese, facendo un grande favore al costruttore». L’ex sindaco, sostiene che dopo l’accordo sarebbero stati eliminati dal progetto «il ponte pedonale, il ponte sul fiume che collega l’autostrada Roma-Fiumicino con la via del Mare; viene cancellato completamente il rifacimento di tutta la via del Mare fino al Raccordo e il prolungamento della metro B». Paolo Ferrara, capogruppo del M5s, ribatte: «Marino cita cifre a caso, preferiva tre grattacieli e centinaia di migliaia di metri cubi di cemento».

Solo la metropolitana salta. Le altre opere, invece, restano, anche se rimodulate e con tempi ancora tutti da decifrare. L’investimento complessivo dei privati cala da 1,7 miliardi a 900-990 milioni di euro. I fondi per le opere pubbliche, dopo l’accordo che ha sancito il dimezzamento delle cubature, sono stati ridotti di 130 milioni rispetto ai 400 iniziali. La sforbiciata si abbatte in gran parte sulla ferrovia RomaLido. Resta invece l’allargamento dello scalo ferroviario, anche perché il progetto iniziale era stato bocciato dal dipartimento Urbanistica del Comune. Saltano anche i 4 pontili sul Tevere, ma non la restaurazione delle banchine. Verrà modificato l’intervento sulla via Ostiense-Via del Mare, così come lo svincolo sulla Roma-Fiumicino. Il ponte ciclo-pedonale sul Tevere verrà realizzato, mentre è in forse il ponte carrabile. Con questi cambiamenti, c’è il rischio che il progetto finisca per penalizzare sia il trasporto pubblico sia quello privato, costringendo i tifosi della Roma a viaggi lunghi e faticosi verso l’impianto sportivo, nei giorni delle partite.

Con il taglio delle cubature, i privati potranno edificare 598mila metri cubi, in gran parte per negozi e uffici. Ma ieri la sindaca Raggi ha fatto sapere che «una parte degli edifici coinvolti nel progetto saranno destinati ad attività socio-culturali da definire insieme ai residenti per favorire la partecipazione della cittadinanza». Una parte delle 18 palazzine alte 6-7 piani che nasceranno accanto all’impianto sportivo, quindi, ospiterà asili, scuole, ambulatori, distaccamenti degli uffici comunali. Per la sindaca, «abbiamo rivoluzionato il progetto e lo abbiamo trasformato in un’opportunità per Roma. Abbiamo sempre detto di essere favorevoli alla realizzazione dello stadio ma nel rispetto della legge e per il bene della città».

(Lorenzo De Cicco)

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