Stadio, no di Lombardi. Grillo: «Non decidi tu». Lunedì blitz anti-fronda `

La deputata: “Delibera da annullare, non ci sto a vedere martoriata la città”. Il leader: “I parlamentari pensino al loro lavoro”. E decide di scendere a Roma

di Redazione, @forzaroma

Il M5S è nel pallone. La deputata Roberta Lombardi detta la linea dell’intransigenza contro «la colata di cemento»; Beppe Grillo prova a zittirla e prepara la calata nella Capitale per lunedì; la sindaca Virginia Raggi, ancora una volta in mezzo, è pressata dalla base e dai consiglieri comunali pentastellati che non vogliono la speculazione edilizia prevista intorno al nuovo stadio della Romae spingono per un annullamento della delibera approvata dalla giunta Marino, come evidenzia Simone Canettieri su Il Messaggero.

E’ guerra tra le due aree del M5S. Anche Luigi Di Maio, candidato premier in pectore, scende in campo. Roberta Lombardi, deputata non proprio del «Raggio magico», ma molto influente nella Capitale e di rimando tra i consiglieri comunali e regionali, dice: «Un milione di metri cubi e uno stadio, un solo stadio. Grattacieli, business park, l’equivalente di oltre 200 palazzi in una zona disabitata da secoli. Sapete perché? Perché è a fortissimo rischio idrogeologico. Se non è questa una grande colata di cemento, allora cos’è?. Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale».

Beppe Grillo estrae il cartellino giallo: «Sullo stadio della Roma decidono la Giunta e i consiglieri. I parlamentari pensino al loro lavoro».
La spaccatura è evidente. Non a caso Di Maio assume una posizione distante dalla collega: «Noi non siamo mai stati favorevoli al progetto iniziale – spiega il vicepresidente della Camera – ma ci sono delle trattative in corso per vedere se si possono mettere insieme i nostri valori e la possibilità di portare a termine il progetto».

Raggi schiva lo scontro diretto con l’ormai storica avversaria: «Lombardi? Ha già risposto lei dicendo che ha le mie stesse perplessità quindi va bene così». Le perplessità vengono confermate anche dall’assessore allo Sport Daniele Frongia: «Una certezza ce l’abbiamo: la delibera di Marino che molto precisa certamente non verrà portata avanti così com’è».

Ma le strade sono due: annullare l’atto bloccando tutto l’iter in conferenza dei servizi o rimodularlo in minima parte, ma sempre con una variante al piano regolatore. Gran parte dei consiglieri, tendenza Lombardi, sono per lo stop. Forti di diversi pareri legali che li rincuorano su eventuali risarcimenti da parte dei proponenti del progetto. Ma poi ci sarebbe un’altra ricaduta politica da gestire e cadrebbe addosso a «Virginia». Ecco perché lunedì Grillo è atteso a Roma. Deve mettere d’accordo giunta e 29 consiglieri comunali.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy