Stadio, Lanzalone ai pm: “Così ho corretto il progetto Tor di Valle”

Stadio, Lanzalone ai pm: “Così ho corretto il progetto Tor di Valle”

L’avvocato: “Montuori e Bergamo al bar mi facevano una marea di richieste, sulle quali dicevo la mia”

di Redazione, @forzaroma

Non era solo il rapporto forte con il sindaco Virginia Raggi e con i vertici nazionali dei Cinque stelle a rendere l’avvocato Luca Lanzalone imbattibile quando si parlava degli affari della Capitale, come riporta Il Messaggero.

Stando alla versione integrale del suo interrogatorio di garanzia – ora depositato agli atti dell’inchiesta che lo vede indagato per corruzione in relazione alla costruzione dello stadio della Roma – a chiedergli continuamente consigli «al bar», davanti a un caffè era il nuovo assessore all’urbanistica, Luca Montuori. All’avvocato civilista, il sostituto del tecnico ambientalista Paolo Berdini, dimessosi proprio per lo scontro sullo stadio, affida il compito di rivedere la delibera finale, elaborata nel corso delle riunioni riservatissime che si tenevano tra la stanza del vicesindaco e l’assessorato.

Alle prime riunioni, dice, c’era anche Berdini che lo “ringraziò”. Quindi, Lanzalone si premura di organizzare una riunione fuori Roma per chiudere l’accordo: “Discussi direttamente con i rappresentanti dei fondi americani che partecipavano, li ho incontrati a Firenze, discutemmo quell’eventuale soluzione, questa soluzione risultò gradita agli investitori”. E, infine, scrive la delibera: “L’assessore, che nel frattempo era diventato Montuori, ci mandò la bozza di questo delibera, se potevamo darci un’occhiata, le ripeto, non l’ho fatta io, l’ha fatta il mio studio, ma penso che qualche indicazione l’abbia fornita”, spiega al giudice. Quando però il gip gli chiede se fosse il suo studio legale ad avere contatti con il Campidoglio, è costretto a spiegare: “Fui io, se ricordo bene, che gli girai la bozza, dicendo dacci un’occhiata e guarda se c’è qualcosa che va corretto, da allora non ho più chiesto dello stadio, chiedevo solo per curiosità”.

Con Montuori e con il vicesindaco Bergamo, aggiunge, il rapporto era diventato stretto, “personale”: “Al bar mi facevano una marea di richieste, sulle quali dicevo la mia”. Il titolare dell’Urbanistica lo coinvolge non solo sullo stadio, ma su tutti i principali progetti urbanistici del futuro di Roma. Quello degli ex magazzini generali ad esempio: “Una volta Montuori mi disse una cosa che non c’entra niente con Parnasi, mi pare dei magazzini generali… Gli diedi questa indicazione, fece la delibera in quel senso lì e la questione si risolse… si chiuse l’iter amministrativo dopo 11 anni”.

Nell’unica consulenza pagata, Parnasi si sarebbe limitato ad una «captatio benevolentiae»: “Ricevevo un paio di telefonate al mese o da lui o da Baldissoni, soprattutto, che mi diceva: Sollecita, non ci fanno le cose, non ci parlano e io la maggior parte delle volte il massimo che facevo, era di fare un WhatsApp”.

Certo, in un paio di casi è lui ad occuparsi degli incontri decisivi in Comune, anche dopo la nomina al vertice di Acea. “Pallotta, mi chiese di incontrare Bergamo, dopo la partita Roma-Barcellona, mi disse di invitare anche Parnasi che non venne”.

E allo stesso modo c’è Lanzalone dietro l’incontro tra la Roma e il direttore del Comune: “Due volte ho visto Baldissoni, una volta in Comune, una volta mi disse non riesco a contattare Giampaoletti, non risponde… mandai un WhatsApp penso a Giampaoletti”.

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