Stadio, fari dei pm sul parere “riservato”. Tentazione M5S: meglio rinviare tutto

Stadio, fari dei pm sul parere “riservato”. Tentazione M5S: meglio rinviare tutto

Le mosse della Corte dei Conti, che indagano su possibili rischi erariali intorno al progetto stadio, rianimano dubbi e polemiche

di Redazione, @forzaroma

Un parere legale di tre anni fa appena acquisito dalla Corte dei Conti rigetta nello scompiglio i grillini del Campidoglio, da sempre divisi sulla controversa operazione Tor di Valle, scrive “Il Messaggero”. Tanto che ora, più d’uno, nei corridoi di Palazzo Senatorio si augura che la grana passi di mano. I fatti: l’Avvocatura comunale, su richiesta della sindaca Virginia Raggi, nel febbraio 2017 scrisse un parere che esprimeva molti dubbi sul progetto stadio, all’epoca fortemente voluto dal costruttore Luca Parnasi, poi indagato proprio per questa operazione, e da James Pallotta. I legali capitolini, in sostanza, escludevano il rischio di penali per l’amministrazione in caso di stop al progetto, minaccia da sempre fatta trapelare dai proponenti. Nessun pericolo di multa, invece, dato che l’Avvocatura manifestava “perplessità sotto diversi profili”, arrivando a parlare anche di possibili “illegittimità”. Nel documento si parla ancora del vecchio progetto stadio, quello elaborato sotto la precedente consiliatura, in cui era ancora più marcato di adesso lo squilibrio tra le cubature per lo stadio (il 16%) e quelle per il mega-complesso di alberghi, negozi e uffici. Dubbi sulle volumetrie espressi dall’Avvocatura – si parla di un “incremento alquanto discutibile” – tanto che poi la giunta Raggi chiederà e otterrà un taglio parziale dei metri cubi per il settore commerciale. Anche il finanziamento delle opere pubbliche, in teoria a carico dei privati, viene messo in dubbio, dato che sarebbe stato foraggiato dagli oneri concessori. Nell’atto si parla poi degli espropri, in gran parte a carico del Comune, anziché dei privati. Una differenza di circa 20 milioni di euro, che sarà evidenziata a fine 2019 dalla due-diligence del dipartimento Urbanistica.
Il parere, ha spiegato ieri l’amministrazione Raggi, era stato considerato “riservato”. Molti consiglieri, in ogni caso l’avevano letto. Ma il contenuto, appunto, era noto: nessun rischio penali per il Comune.
Sembrava un passaggio ormai archiviato, il parere del 2017, invece le mosse della Corte dei Conti, che indagano su possibili rischi erariali intorno al progetto stadio, rianimano dubbi e polemiche. E rendono sempre più precari gli equilibri su Tor di Valle all’interno della pattuglia pentastellata. Anche Marco Cacciatore (M5S) ieri ribadiva che il progetto “è sbagliato”. Eleonora Guadagno, presidente della Commissione comunale Cultura, ieri alla buvette del Campidoglio ragionava: “Tor di Valle? Intanto bisogna vedere chi lo voterà, magari sarà nella prossima consiliatura…”. Questa sembra essere l’ultima tentazione che serpeggia fra molti grillini: fare in modo che la decisione finale sul progetto tocchi a chi verrà dopo Raggi. Per evitare altre grane. Anche gli ultimi stadisti, in ogni caso, non prevedono un voto prima del passaggio di proprietà della Roma da Pallotta a Friedkin.

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