Stadi, lo sport bussa ma non apre nessuno

Governo ed Autorità sanitarie non indietreggiano sulle porte chiuse nonostante il pressing delle Regioni

di Redazione, @forzaroma

Porte aperte non se ne parla, socchiuse nemmeno, se non di soppiatto, per iniziativa estemporanea di qualche amministratore locale in cerca di visibilità, scrive Gianfranco Teotino su Il Messaggero.

Il calcio e tutto lo sport italiano bussano sempre più forte per ottenere una riapertura almeno parziale degli stadi e dei palazzetti, ma per ora nessuno, a livello di governo né tantomeno di autorità sanitarie, sembra disposto a concedere le autorizzazioni necessarie.

Già l’Emilia-Romagna ha dato il via libera per il 25% della capienza degli impianti: tanto che la final four della Supercoppa di basket sarà parzialmente aperta al pubblico, quella Supercoppa che ieri è cominciata a Milano con la sfida fra Olimpia e Cantù giocata rigorosamente a porte chiuse. Ma dopo l’emiliano Bonaccini, anche il presidente lombardo Fontana, in occasione della presentazione del Gp di Formula 1 di Monza, pure quello previsto senza pubblico, salvo l’invito a 250 operatori sanitari protagonisti nella lotta al Covid, ha annunciato di avere in programma provvedimenti per socchiudere le porte.

Il presidente del Coni Malagò ha rilanciato l’allarme: “C’è il rischio che salti il banco». Tutto lo sport italiano comincia ad avere l’acqua alla gola. Ci sono discipline, come il basket o la pallavolo, che vivono esclusivamente di sponsor e rimesse dei tifosi, a differenza del calcio le entrate televisive sono insignificanti. Andare avanti senza pubblico è quasi impossibile”.

In uno stadio con decine di migliaia di posti riempire un quarto dei seggiolini disponibili garantirebbe un distanziamento più che sufficientemente sicuro. Il problema però è rappresentato dagli inevitabili assembramenti in fase di afflusso e deflusso, dalle operazioni di prevenzione agli ingressi (come misurare la temperatura), dall’utilizzo dei trasporti pubblici. Tutte ragioni che quasi certamente indurranno il Comitato tecnico scientifico a esprimere parere contrario alle richieste di riapertura.

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