Sprint di Onazi e lo scippatore finisce ko

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – A.Abbate) Non gli rubi un pallone, figuriamoci un portafoglio: «Ho inseguito il ladro, l’ho afferrato e gli ho persino evitato il linciaggio» racconta Onazi. Ha sventato uno scippo, lunedì sera. Stazione Termini affollata, il calciatore nigeriano della Lazio è a cena col fratello, fra un boccone e un altro strizza l’occhio d’aquilotto: «Ho visto un ragazzo e ho subito intuito, dal suo atteggiamento sospetto, che voleva rubare qualcosa».
Nemmeno il tempo d’accennarlo, che lo scippatore prendeva il portafoglio di una turista e fuggiva via velocemente. «Io mollavo il mio telefonino sul tavolo e mi mettevo sulle sue tracce, dividendo la direzione verso cui inseguirlo, lui a sinistra e io a destra. Correvo per 300 metri, lo scippatore lasciava il portafoglio sotto una macchina, ma io lo rincorrevo e lo riportavo al ristorante».

 
LA CATTURA – Preso, immobilizzato e costretto a riconsegnare il borsello con tanti contanti: «Ho chiamato la polizia – ricorda Onazi a Lazio Style – e la signora in lacrime mi ha ringraziato e abbracciato». Lo ha stritolato di felicità. Eroe per una serata, fuori dal campo, Eddy. Eppure la sua vera storia, l’ha scritta la Lazio. E’ un orgoglio biancoceleste, è diventato grande a Formello. Aveva preso la rincorsa nel Viareggio Cup nel 2011, prima di lanciare nel sette un fulmine dalla Nigeria: la prodezza con l’Inter l’anno scorso, la prima rete in serie A. Lunedì ha giocato a guardia e ladro, s’è allenato per domani sera, la Lazio si gioca l’Europa League a Trebisonda: «Ora spero di segnare col Trabzonspor e di ricevere i complimenti per un gol». Merita una ricompensa dall’alto.
LA FEDE –  Prende la mira, Onazi. Con un destro micidiale ha sempre agguantato la fede. Nei momenti più difficili, è stato spinto dal cielo: «Ogni gol, lo dedico a Dio», cinguetta di continuo su Twitter. Per uno nato il giorno di Natale, è praticamente un segno del destino. Un predicatore, che allenava una squadretta nella periferia di Lagos, lo ha svezzato nella crescita, lo ha aiutato parecchio nel percorso di avvicinamento a una profonda considerazione della religione.
Riservato e sensibile, fino a dicembre scorso Onazi guadagnava appena 50 mila euro, uno stipendio da dividere con una famiglia allargata (3 sorelle, 3 fratelli), che vive ancora in Nigeria. Era scontato lo scatto d’altruismo lunedì sera, Eddy è generoso nel Dna. E riconoscente alla vita: non fa altro che ringraziare Lotito. La Lazio l’ha salvato, coccolato e blindato. Oggi sradica avversari, ruba palloni. E restituisce portafogli

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