Spalletti-Sarri alta velocità

Sfida a distanza tra Callejon e Salah, i due più veloci in campo bravi anche come capacità realizzativa

di Redazione, @forzaroma

Napoli-Roma passa molto dai piedi di Callejon e di Salah.Lo spagnolo ha già segnato 5 reti, l’egiziano è fermo a quota 3 che hanno portato il totale della sua esperienza in giallorosso a 19 centri in 52 presenze (0,36 di media).

L’ex viola, come scrive Stefano Carina su Il Messaggero, figura in quasi tutte le classifiche individuali stilate dalla Lega di serie A: primo a pari merito con Hamsik, Birsa e Felipe Anderson per quanto riguarda gli assist (già 7 confezionati ma soltanto uno è stato finalizzato), nono per le conclusioni verso la porta avversaria (9 tiri) e in avanti è l’elemento che corre di più nella Roma (9,265 chilometri percorsi di media a gara).

Nel controllo del pallone in corsa Salah non ha rivali. Anche il dribbling vien da sé e paradossalmente non viene nemmeno cercato. La velocità dell’egiziano è tale che il difensore quando se lo vede arrivare davanti non ha il tempo di capire le sue reali intenzioni. Abile nei movimenti senza palla, contro il Torino e l’Inter ha sbagliato spesso l’ultima cosa da fare, che fosse il tiro o il passaggio. Cosa che non capita a Callejon. Lo spagnolo è probabilmente l’uomo più importante dello scacchiere di Sarri. Spalletti e i suoi video analyst non ne avranno certamente bisogno ma basterebbe vedere i due gol segnati contro Bologna e Palermo per capire l’intelligenza dell’attaccante che riesce a prendere sempre il tempo al terzino sinistro sul lato opposto da dove parte il pallone (in questi due casi sempre dai piedi di Insigne).

Lo spagnolo quest’anno gioca più vicino alla punta centrale anche se dopo il ko di Milik, bisognerà capire se con Gabbiadini al centro dell’attacco Sarri tornerà all’antico allargandolo il più possibile, come accadeva lo scorso anno con Higuain. Mossa che costringeva il terzino sinistro a non perderlo di vista e regalava al Pipita o ad Hamsik più spazio per inserirsi centralmente.

Anche se Lucio non lo dirà nemmeno sotto tortura, oltre alla capacità di scegliere i tempi giusti per inserirsi, quello che lo fa preferire a Salah non è tanto la sua capacità di leggere l’azione ma lo spirito di sacrificio che spesso e volentieri lo fa trasformare in terzino sul lato di Hysaj, quando l’albanese arriva sul fondo. Attitudine che l’egiziano sembra aver di colpo smarrito.  C’è da sperare che il gol al Congo gli abbia restituito serenità. E magari gli abbia aggiustato un po’ la mira.

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