Spalletti: «Jim, stai più vicino alla nostra squadra»

«Totti? È la storia della Roma, il calciatore più forte del dopoguerra. Da lui ho imparato moltissime cose che poi ho riproposto» aggiunge il mister giallorosso

di Redazione, @forzaroma

Ieri Luciano Spalletti, alla vigilia del suo compleanno, ha parlato ai microfoni di Roma Tv davanti allo scorrere delle foto, gran parte legate alla sua prima avventura nella Capitale.

Passano le immagini del papà che non c’è più, della mamma, della compagna Tamara, dei figli Samuele e Federico e della piccola Matilde, come evidenzia oggi Il Messaggero.

Spalletti parla dei suoi cari con il cuore. Che però batte forte anche davanti alle 3 coppe vinte qui. Ringrazia il presidente Sensi per averlo difeso fin dall’inizio, l’amico Conti che lo scelse nel 2005 e chi lo affianca oggi.

Ma al centro dell’intervista a Roma Tv finisce, come spesso è accaduto ultimamente, Totti. «È la storia della Roma, il calciatore più forte del dopoguerra. Da lui ho imparato moltissime cose che poi ho riproposto. Le sue giocate sono state riproposte come esercitazioni negli allenamenti e hanno determinato molti gol nelle mie squadre pur non essendo lui a compierle. Ha dato tanto sotto l’aspetto della qualità, dei numeri a questa squadra e questa società ed è giusto tutto quello che gli viene riconosciuto. Spero poi che lui riesca a chiudere nella maniera più corretta per quello che gli dice il suo cuore. E’ una situazione che mi mette in difficoltà perché molti poi vogliono abbinare la sua e la mia situazione ma io ho assoluto rispetto per il campione e per l’uomo Totti».

«Pallotta?. E’ uno che ha entusiasmo, che ci tiene moltissimo alla nostra squadra, che vuol vincere, che pensa di poter trasmettere molte cose ai suoi calciatori, è un positivo, una bella persona. Bisognerebbe che ci stesse più vicino, che fosse più a contatto così sarebbe più facile prendere il segnale che lui vorrebbe mandare alla sua squadra che è molto di più di quello che riesce a fare in questo momento».

La festa del 2008, proprio a Madrid. «Quando vinci queste partite lo vedono in tutto il mondo. Ogni squadra è battibile. L’importante è sapere dove vuoi andare. Loro furono costretti a scansarsi. Il raccolto di tanto impegno, allenamenti seri, fatti bene, di gente che aveva voglia di determinare il proprio futuro. A Roma se gli dai delle soddisfazioni te le rigirano con ancora più amore. Tu gli dai 10, loro ti danno 20». Domani vale la pena riprovarci.

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