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ROME, ITALY - JANUARY 25: Matias Soule of AS Roma in action during the Serie A match between AS Roma and AC Milan at Stadio Olimpico on January 25, 2026 in Rome, Italy. (Photo by Fabio Rossi/AS Roma via Getty Images)
La parola d'ordine è prudenza. Perché dipendesse da Soulé (e forse anche da Gasp) il problema se essere o meno in campo contro la Juventus nemmeno si porrebbe. Ma scottato da Napoli, dove con il senno di poi sarebbe stato meglio non giocare, procedere con cautela è diventato d'obbligo. La pubalgia che affligge Matias è molto fastidiosa. Proprio per questo motivo, con l'ok dell'allenatore e dello staff medico, ha preferito fermarsi sottoponendosi - coadiuvato dallo staff medico giallorosso - ad un trattamento specifico rigenerativo che ormai da anni i club utilizzano per "riparare" il tessuto connettivo danneggiato, riducendo l'infiammazione e alleviando il dolore cronico. A questo - spiega Stefano Carina su 'Il Messaggero' - ha abbinato un lavoro specifico con il proprio osteopata e i risultati dopo una decina di giorni iniziano a vedersi. L'argentino sta meglio, molto meglio. La road map di Matias prevede un ritorno graduale in gruppo per poi tentare nei prossimi giorni di effettuare una seduta completa e capire come si sente. Spesso quando si parla di Soulé si sottolinea come nei big match non lasci il segno come dovrebbe e potrebbe. Basterebbe però ricordare che l'ultima vittoria in uno scontro diretto porta la sua firma (Inter-Roma 0-1), e se è vero che a volte fatica un po’ di più, non va tralasciato come ad esempio poche settimane fa, in Roma-Milan, sia stato probabilmente il migliore in campo, pur non segnando. In questa stagione sembra maggiormente responsabilizzato ed è diventato in punta di piedi un punto fermo della Roma.
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