Serie A, scudetto alle polemiche

Società che hanno dato segnali di voler riprendere sono Lazio, Napoli, Milan e Cagliari. Contrari si sono invece detti il presidente del Torino, Sampdoria e Fiorentina

di Redazione, @forzaroma

La parola d’ordine è: finire. A tutti i costi, scrive Romolo Buffoni su “Il Messaggero”. E’ la linea della nostra Federcalcio. Il problema risiede in seno alla Lega di serie A che, ieri, doveva discutere con Tommasi e l’Assocalciatori la proposta del taglio degli stipendi, ma la conference call è saltata. La posizione della Figc è condivisa apertamente dalla sola Lazio: “Chi vorrebbe annullare il campionato in corso lo fa per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione”. Il riferimento alla Juve non è assolutamente casuale. Società che hanno dato segnali di voler seguire Lotito sono stati il Napoli, il Milan e il Cagliari. Contrari alla ripresa del torneo si sono invece detti il presidente del Torino, Sampdoria e Fiorentina. Bianconeri in silenzio sul tema, ma con decisioni che vanno nella direzione della chiusura anticipata: cancellati gli ultimi 4 mesi di stipendio e, come l’Inter, concesso agli stranieri di tornare in patria ben sapendo che in caso di ritorno alle armi dovrebbero sottoporsi a nuova quarantena.

Cenni di vita sul pianeta calcio europeo arrivano solo dalla Germania. Il Borussia Dortmund ha ripreso gli allenamenti: giocatori al massimo in coppia. Per l’ex amministratore delegato della Lega, Andreas Rettig, far terminare il campionato anche se a porte chiuse è necessario per aiutare le persone a superare questo periodo di clausura forzata: “La gente ha bisogno di qualcosa che desidera e di cui parla”. Chissà se la Bundesliga porterà questa istanza nella conference call che la Uefa ha convocato per domani alle 12 con le 55 Leghe. In Germania il calcio è sospeso almeno fino al 30 dello stesso mese. Stesso termine che si è dato la Premier League inglese. L’orientamento è di finire il torneo. Come? Trasformando la Premier League in un mondiale per club: 20 squadre in ritiri isolati con partite disputate in pochi stadi selezionati e, ovviamente, le 92 partite rimanenti da giocare a porte chiuse con turni anche a tre giorni di distanza uno dall’altro in un tour de force tra giugno e luglio. Anche Javier Tebas, a capo della Liga spagnola, ha detto che il campionato si concluderà al 100%, nonostante molti club siano molto scettici vista l’intensità con cui la pandemia si è abbattuta nella penisola iberica.

Ma c’è da salvare il salvabile. La Uefa vuole condurre in porto Champions ed Europa League. Ci sono in ballo gli introiti commerciali e soprattutto televisivi. In Francia la Ligue 1 sta facendo i conti con Canal + che non vuole pagare la rata di aprile dei diritti per trasmettere Psg e compagnia calciante. Tutto il calcio deve prepararsi a un brusco ridimensionamento.

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