Serie A, la ripresa comincia in ritiro

La “linea Lotito” piace agli altri presidenti: squadre isolate come d’estate per preparare la ripartenza. Niente accordo sugli stipendi, via alle trattative private

di Redazione, @forzaroma

Tutti in ritiro? La serie A studia o meglio spera di trovare una via per ripartire, scrive Emiliano Bernardini su Il Messaggero. E tra i vari presidenti si fa sempre più spazio l’idea di isolarsi per riprendere la preparazione atletica. Uno scenario ipotizzato giorni fa dal numero uno della Lazio, Claudio Lotito e che adesso piace anche a molti altri. In realtà è un modo per uniformare tutte le regioni del paese che viaggiano in maniera difforme in termini di contagi. Non è semplice ma è una via per riprendere in massima sicurezza.

Nei giorni scorsi si è anche cercato di trovare dei luoghi possibili. Lotito è convinto che per i biancocelesti la soluzione migliore è Formello che ha a disposizione la foresteria dove i calciatori possono anche dormire. Il termine stabilito per il ricondizionamento atletico è di circa 3 o 4 settimane. La Roma aveva ipotizzato il Qatar, ipotesi poi scartata. C’è anche il Forte Village in Sardegna tra i loghi indicati. Chiaro che bisognerebbe procedere con tamponi e visite approfondite visto che gli studi hanno dimostrato che il Covid-19 può portare problemi cardiaci. Anche per gli allenamenti non c’è una data certa.

Si vuole riprendere a giocare ma nessuno rema dalla stessa parte. Ieri i venti presidenti di Serie A, riuniti in video conferenza hanno spento i loro computer senza avere ancora un linea comune da seguire. Resta ancora forte il partito di chi vorrebbe finire qui la stagione. D’altronde le notizie che arrivano dai bollettini della protezione civile non regalano ancora speranze. La Figc nei giorni scorsi ha fissato una ipotetica data: il 20 maggio. La Lega ha preso atto anche se con poca convinzione. Da via Rosellini a Milano vedono più probabile la prima settimana di giugno. Oggi come oggi nessuno può cerchiare sul calendario un numero. E se anche fosse possibile come giocare? Di sicuro a porte chiuse ma il problema resta movimentare le varie squadre su e giù per l’Italia.

Se delle date si è parlato poco o niente, sul tema degli stipendi c’è stata grande unità. Circa due ore di Assemblea che si è aperta con una dura presa di posizione dei presidenti nei confronti dell’Assocalciatori. Impossibile trovare l’accordo partendo da due posizioni così distanti. I club continuano sulla loro linea: interruzione delle ultime quattro mensilità. L’Aic di Tommasi, invece, propone la rinuncia la solo mese di aprile. L’accordo fatto dalla Juventus ha tracciato la via e potrebbe essere la base per un modello di riferimento comune. Con ogni probabilità si procederà con contrattazioni individuali. Nei prossimi gioni la Lega produrrà un lavoro di sintesi a cui tutti dovranno attenersi come base per intavolare le singole discussioni.

 

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