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Il Messaggero

Se Malen è come Vialli ora serve un Mancini. Chi tra Soulé e Paulo?

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Il paragone dell'allenatore ha aperto il dibattito in città, Dybala e Matias i due candidati
Redazione

Adesso ci si è messo anche Gasp: "Malen? Mi ricorda Vialli". Il Paragone divertito del tecnico ha aperto il vaso di Pandora. Anche se qui - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - di mali non ce ne sono, vi evitiamo comunque di leggere l'inevitabile gioco di parole con il cognome dell'ex Aston Villa. Di certo ieri, tra radio e social alla voce confronti illustri, c'è chi ha scomodato Henry, altri le movenze di Muriel, altri ancora la capacità di giocare sul fuorigioco di Pippo Inzaghi. Quale sia il raffronto giusto, una cosa è chiara: la Roma ha fatto veramente un bell'acquisto. Perché è inutile girarci intorno: Malen, rispetto agli altri, incarna l'attaccante con le caratteristiche che voleva il tecnico. Donny, come è stato ribattezzato a Trigoria, regala infatti sempre e costantemente una sensazione di pericolosità. Malen ha quella qualità che piace tanto a Gasperini: non aspetta fermo il pallone. Che lo abbia o meno, è sempre in movimento. Viene incontro, detta il passaggio in profondità (come in occasione del primo gol al Cagliari), è abile nello smarcarsi non spalle alla porta ma soprattutto spostandosi sul taglio, sfruttando la potenza che ha che lo fa attaccare bene la profondità e lo rende letale. Certo, se Malen è come Vialli, bisognerebbe trovare nella rosa il Mancini di turno. E non Gianluca, che comunque dopo l'assist di lunedì si mette in liz-za. Chi somiglia all'ex ct con i scarpini ai piedi è certamente

Dybala. Malen è l'alfiere, il porta bandiera ma non può fare tutto da solo.