Santon paradosso dell’insostituibilità

Santon paradosso dell’insostituibilità

Davide è riuscito a sorprendere anche chi, al suo arrivo nella Capitale, lo aveva deriso e insultato pesantemente su internet

di Redazione, @forzaroma

Prenditi il diritto di sorprenderti”. Senza scomodare lo scrittore Milan Kundera, Santon ha fatto proprio questo, come scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Anzi, forse è andato oltre: Davide è riuscito a sorprendere anche chi, al suo arrivo nella Capitale, lo aveva deriso e insultato pesantemente su internet.  Santon se n’è fatto una ragione. Come quando è sbarcato a Fiumicino, il 24 giugno, e anziché trovare tifosi ad aspettarlo, ha trovato un paio di fotografi e Monchi.

Sì, proprio il ds che con quel gesto ha voluto fare da scudo mediatico al difensore. E poco importa se nell’affaire Nainggolan la prima richiesta giallorossa era stata D’Ambrosio. Preso Santon, Davide è diventato un calciatore della Roma. Dunque da difendere: “Ricordo che non c’erano tifosi ma ho capito il momento. Avevano perso un giocatore per loro importante e io venivo da una stagione negativa. L’accoglienza di Monchi però è stata bella e mi ha fatto sentire subito importante”, ha raccontato ieri al match program del club.

Ora, non che Santon a 27 anni si sia trasformato all’improvviso nel nuovo Cafù o abbia iniziato a difendere come Burgnich. Poco a poco, però, favorito anche dal passaggio al 4-2-3-1, ha iniziato a trovare spazio.

A conti fatti, ultime tre gare di campionato, 270 minuti. E adesso, con 6 partite in 22 giorni, dopo il sorpasso operato su Karsdorp (tra l’altro fermo ai box), la possibilità di continuare il trend positivo e d’impiego.

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