Roma tra Barça, sogno e realtà

Stasera contro il Barcellona tenta nei “quarti” una rimonta da leggenda. Catalani avanti di 3 gol: Di Francesco pensa alla difesa a tre più Schick-Dzeko

di Redazione, @forzaroma

Bastano i 60 mila tifosi e Messi per dare un senso alla notte dell’Olimpico. Sul palcoscenico sale anche la Roma. Che vuole comunque sentirsi protagonista e non limitarsi alla partecipazione come scrive Ugo Trani su Il Messaggero. L’obiettivo è andare oltre il sogno e tentare l’impresa che il pianeta proprio non si aspetta. Dopo il ko pesante e anche immeritato della partita d’andata al Camp Nou è davvero difficile.

Ma il 3 a 0, cioè il punteggio esatto per giocare le semifinali di Champions dopo le eliminazioni ai quarti del 2007 e del 2008, spesso è stato evocato a Trigoria negli ultimi giorni. All’Olimpico l’unica vittoria contro i blaugrana in questa competizione ha avuto le identiche dimensioni: qui, il 26 febbraio del 2002, il tris già è stato calato. Così come è andata a segno la rimonta: 8 volte nelle coppe europee, 2 solo in questa competizione, nella semifinale del 1984 contro il Dundee United (3-0) e l’ultima nel quarto contro lo Shakhtar lo scorso 13 marzo.

I numeri del passato, pure recente, non sono però sufficienti a dar forza alla remuntada, mai vista da queste parti partendo sotto di 3 reti. Il Barcellona, imbattuto nella Liga e anche in Champions, ha l’abitudine a vivere certe notti in Europa. Già 14 volte ha centrato la promozione alle semifinali, fallita però nelle ultime 2 stagioni. Valeverde, con il 4-4-2, ha trovato l’equilibrio e anche l’efficacia. Di Francesco, sotto lo sguardo del presidente Pallotta (e del consulente Baldini), si vuole però godere fino in fondo la sua prima esperienza nella competizione.

Il comportamento da squadra è il punto di partenza. Ma per rivederlo nella notte più complicata è pronto a intervenire pure sul sistema di gioco. Dopo la sconfitta contro la Fiorentina, ha provato con insistenza la difesa a 3, utilizzata il 12 settembre all’Olimpico nel finale della gara contro l’Atletico Madrid, per non perdere nella sera del debutto (0-0). E, sempre in corsa, anche il 21 gennaio a San Siro contro l’Inter, correzione che però non gli permise di evitare il pari (1-1).

E, dando spazio ai migliori (del momento), ecco il varo del 3-4-1-2. La mossa, simile alla formula ibrida sperimentata da Spalletti nella scorsa stagione, permetterebbe a Florenzi di arretrare da terzino nella linea a 4 e di diventare poi esterno alto sulla stessa corsia, a Nainggolan di salire da trequartista e di avvicinarsi alla porta di Ter Stegen e soprattutto a Schick di stringersi accanto a Dzeko. Sulla sinistra El Shaarawy, utile pure per il 4-3-3, o Kolarov da esterno a tutta fascia,

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy