Roma, talento e fragilità

La squadra, al di là degli aspetti psicologici e certe fragilità palesate fin qui (in ultimo col Bayer), dà l’impressione di essere poco addestrata tatticamente

di Redazione, @forzaroma

La Roma vince ma mai in maniera serena. Ci sono sempre quei minuti di blackout che complicano la vita. Walter Sabatini ha parlato di psicosi. Come scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, sarebbe come dire “colpa dell’ambiente”. Generico, qualunquistico. Vero a metà, insomma.

Il talento di cui parla Sabatini riferito alla squadra, forse, va rivisto nel quartetto difensivo, ancora alla ricerca della propria identità e completezza. Manolas è il colosso del momento, Ruediger è in crescita, Florenzi ogni tanto sbanda da terzino e dietro non ha granché, Digne gioca sempre ed è un po’ provato. In sede di mercato si poteva fare meglio visto che Castan fatica a ritrovare la piena forma fisica.
Domenica c’è il derby e arriva (forse) anche Pallotta. Che Roma vedremo? Intanto Garcia deve far fronte a una serie di infortuni: De Rossi (adduttore), Florenzi (polpaccio), Totti, Maicon (flessore), più Pjanic squalificato sono out (legati a miracoli Alessandro e Daniele). E questo danneggia ancora di più la squadra, sia sotto l’aspetto mentale sia sotto quello tecnico tattico.

L’aspetto psicologico incide, senza dubbio, ma resta difficile pensare che gente d’esperienza come Manolas, De Rossi, Nainggolan cada davanti al primo vento contrario. I gol presi sono un problema serio. Può essere solo psicosi? Difficile. I cali di concentrazione ci sono e vanno analizzati: spesso la squadra si abbassa o per la paura (al di là delle disposizioni tattiche) o, come ha detto Nainggolan, perché pensa di aver già vinto. Il problema ha varie facce. Basta guardale negli occhi.

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