Roma, taglio ingaggi per aiutare i dipendenti

Il club come Juve e Messi: con quei soldi si aiuta il personale in cassa integrazione

di Redazione, @forzaroma

Da parte nostra c’è la disponibilità a tornare a giocare in estate per chiudere la stagione“. Paulo Fonseca vota per la ripartenza del campionato. Non potrebbe essere altrimenti. La difficile situazione finanziaria nella quale versa il club, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, costringe la Roma a rincorrere disperatamente il quarto posto.

Restare fuori due anni di seguito dalla Champions, infatti, acuirebbe le perdite già registrate durante la semestrale, chiusa a -87 milioni. Anche perché lo stallo nel quale è piombata la trattativa tra Pallotta (che entro fine mese completerà l’aumento di capitale per garantire liquidità al club, versando in anticipo un’altra tranche di 40 milioni) e Friedkin non aiuta.

Dobbiamo essere pronti ad aiutare il club in questo momento difficile. Serve sensibilità” ha anche detto Fonseca a Sky. Un termine utilizzato non a caso. Nei primi colloqui avvenuti in questi giorni tra la dirigenza e i calciatori non è di certo mancata un’attenzione particolare alle categorie più in difficoltà nella Roma. E così la squadra s’è mostrata disposta a venire incontro alla società, attuando un taglio dei compensi per fare in modo che lo stipendio dei dipendenti del club venga garantito per intero. Un po’ quello che hanno fatto Messi e compagni al Barcellona.

In via di definizione la formula. Tra le ipotesi al vaglio, anche quella di assicurare ciò che manca ad un’eventuale cassa-integrazione (se dovesse rendersi necessaria da maggio). Attualmente le spese che normalmente vengono definite per il ‘personale’, gravano per circa 180 milioni (al lordo) sulle casse societarie: 163 riferiti esclusivamente al parco calciatori e 17 per tutto il resto (una forbice che comprende dirigenti, staff tecnico, operai e impiegati che lavorano a Trigoria, stimabili tra le 150-200 unità).

Si tratta affinché i calciatori possano rinunciare ad una mensilità (per ora la proposta è del 60%) per poi vedere i tre stipendi restanti pagati dopo il 1 luglio (spalmati entro la conclusione dei rispettivi contratti), in modo da alleggerire il rosso nell’attuale bilancio.

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