Roma, suona la sveglia

“Quei sessanta tifosi che ieri si sono presentati a Trigoria hanno voluto lanciare un messaggio a tutti. Bisognerà solo capire da chi sarà stato recepito”

di Redazione, @forzaroma

«La contestazione post Atalanta ci ha dato la forza per vincere lo scudetto», dichiarò qualche tempo fa Fabio Capello e qualche giocatore dello scudetto 2000/2001. Come riportato nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, quel giorno, il 24 settembre del 2000,  giornali titolavano da “Inferno a Trigoria” a “Roma sotto assedio”, noi abbiamo optato per ”Bufera Roma”. È difficile pensare che un atto violento sia propedeutico per un successo. Difficile, sbagliato. Ma per tanti, quella ferocia è pure servita. Vai a capire quale sia la verità.

Oggi, ed è un fatto, quella forza d’urto dei tifosi non c’è più. E’ il disamore o la freddezza di una generazione che ha visto il calcio cambiare, l’ha visto diventare televisivo, social, dove il contatto è sparito. L’atmosfera intorno alla Roma oggi è strana: l’Olimpico è sempre vuoto e vederlo così ti manda addosso una tristezza infinita, a Trigoria ci si presenta con qualche chilo di carote e si dà dei conigli ai giocatori e tutti.  Quella di ieri è stato un atto di ribellione di una sessantina di persone, che hanno individuato i problemi della Roma non solo in una componente. Se la sono presa con tutti, società (“Ma Pallotta dove sta?” e “Baldissoni bla bla bla” erano i cori più cantati), allenatore, tecnico. Le bastonate lasciamole stare, ma evidentemente quei sessanta tifosi che ieri si sono presentati a Trigoria hanno voluto lanciare un messaggio a tutti. Bisognerà solo capire da chi sarà stato recepito. Perché non conta come contesti, conta chi subisce la contestazione. Una questione di uomini.

(A. Angeloni)

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