Roma, scoperta un’altra America

Rigorosamente in giacca e cravatta, presente e non appariscente, il neo patron Friedkin condivide con Pallotta soltanto il passaporto

di Redazione, @forzaroma

Gemelli diversi. Entrambi statunitensi, uomini d’affari e appassionati di basket. Ma le affinità tra James Pallotta e Dan Friedkin probabilmente finiscono qui, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

Venerdì saranno trascorsi due mesi dal closing che ha segnato il passaggio di proprietà e l’inizio di una nuova era per la Roma. E tanto è bastato per una sorta di rivoluzione copernicana. Dalla comunicazione alla presenza in loco, dalle gags ai silenzi, dal look sportivo a quello impeccabile giacca e cravatta, dal codazzo di reporter al seguito all’anonimato più assoluto, dall’affidarsi immediatamente ad un referente tecnico alla volontà invece di verificare e scegliere in prima persona il dirigente di turno. Senza fretta.

Jim e Dan sono come lo Yin e lo Yang, il bianco e il nero, il giorno e la notte. Il bostoniano si presentò a Trigoria con un tuffo vestito nella piscina scoperta con una temperatura di poco sopra allo zero. Un gesto che doveva servire per far capire alla squadra che “non bisogna farsi intimorire da niente e da nessuno“. Il magnate texano, nel suo primo giorno al Fulvio Bernardini, è passato invece quasi inosservato.

Quello che salta agli occhi è la presenza costante dei Friedkin. Silente ma assidua. Padre e figlio, una volta sbarcati in città, ogni giorno si sono recati a Trigoria. Sempre in coppia, girando per il centro sportivo e parlando con pochissime persone. A volte bastano gli occhi per vedere, senza doversi far raccontare le cose. Come accadeva invece con Pallotta e che alla lunga s’è trasformato nel suo tallone d’Achille. Jim, infatti, ha sempre delegato. Una volta a Baldini, un’altra a Sabatini, un’altra ancora a Baldissoni, prima di ripiegare su Fienga ma tenendo indissolubili i rapporti con i fidati Gombar e Lippie.

Ryan Friedkin si fermerà in città. La volontà di esserci, di presenziare alle prime 3 gare di campionato (due in trasferta), sono particolari che per ora hanno fatto la differenza agli occhi di una tifoseria abituata all’assenza di Pallotta, rotta soltanto dalle esternazioni pittoresche via sms quando le cose precipitavano.

 

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