Roma, quattro gol fuori dalla crisi

Roma, quattro gol fuori dalla crisi

Poker al Lecce: la squadra di Fonseca bissa il successo di Coppa sul Gent e, dopo tre sconfitte consecutive, anche in campionato ritrova la vittoria all’Olimpico

di Redazione, @forzaroma

Riappare, come per incanto, la Roma, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Che torna in scena anche in campionato.

Dopo il successo striminzito e sofferto contro il Gent (1-0) in Europa League, ecco quello convincente contro il Lecce (4-0). Fonseca ritrova gol e giocate. E soprattutto la vittoria in questo torneo, dopo 3 ko consecutivi e a più di un mese dall’ultima di Marassi con il Genoa (e interrompe pure il digiuno casalingo: due mesi abbondanti sono passati dal 3-1 all’Olimpico del 15 dicembre contro la Spal). E, per non farsi mancare niente, festeggia, con il 2° clean sheet consecutivo (il 10° stagionale, contando i 4 nelle coppe), pure l’equilibrio di squadra.

Rotazione con 4 novità dopo la gara di Europa League. Tornano Peres a destra per Spinazzola nel ruolo di terzino destro, Mancini per Fazio al centro della difesa, Under per Perez e Mkhitaryan per Perotti da esterni alti rispettivamente a destra e a sinistra. L’impegno ravvicinato con il Lecce, sempre all’Olimpico e a 3 giorni (scarsi) dalla sfida di coppa, chiama il ricambio dei giocatori. Mirato. Dentro chi, sotto pressione, dà maggiori certezze tecniche e tattiche. Di qui la conferma di Pellegrini e, in mediana, di Cristante e Veretout, il rilancio di Under e ancora di più la scelta di Mkhitaryan che, con la classe e l’esperienza, accetta il doppio lavoro, allargandosi da attaccante sulla fascia e accentrandosi da rifinitore nel 4-2-3-1. A giovare della sua presenza è Dzeko che, coinvolto in ogni azione, partecipa e finalizza.

La Roma sblocca presto il match. E, come è accaduto contro il Gent, sfrutta il contropiede corto, rubando palla sulla trequarti. Non c’è nemmeno bisogno del pressing, l’omaggio è di Petriccione che lascia il pallone a Mkhitaryan. Imbucata d’esterno con il contagiri e sinistro di Under per il vantaggio in fotocopia con la rete di Perez giovedì sera.

Mkhitaryan timbra per il raddoppio, su assist (6° stagionale, 4 in campionato) di Dzeko, subito dopo il salvataggio di Smalling su Majer che sfrutta la gaffe di Peres. Il regista, in attesa del ritorno di Diawara, è Dzeko. Tocca a lui la gestione del pallone, almeno dalla metà campo in su. Veretout pensa solo a coprire Peres a destra. Cristante, quando si abbassa, non è invece preciso, ma la partita, comunque, rimane a senso unico nel 1° tempo: si legge nel possesso palla (65 per cento) e nella spavalderia offensiva.

rto e parzialmente aggressivo, è vulnerabile dietro, leggero a centrocampo e impotente in attacco. Fonseca e Liverani intervengono all’intervallo per correggere gli assetti nei ruoli fin lì difettosi: fuori Pellegrini per Kluivert, con Mkhitaryan trequartista, e Petriccione per Shakov, con Deiola play e Barak arretrato da mezzala. La Roma, però, non sfrutta il cambio e lascia l’iniziativa. Spazio in corsa anche a Perez per Under e a Tachtsidis per Majer. Dzeko, su assist di Kolarov, chiude il match a metà del 2° tempo: Vigorito respinge sul tap in del centravanti che poi non sbaglia. E il suo 102° gol in giallorosso (sale al 6° posto nella classifica all time del club), il 15° stagionale (12° in campionato). Su apertura di Perez fa centro pure Kolarov, insultato (come Pallotta) e fischiato dalla Sud. Standing ovation, invece, per Dzeko quando lascia nel finale il posto a Kalinic. Lapadula prende il palo sul 3-0 e quindi nessuna rete subita da Pau Lopez: mai successo nelle precedenti 7 partite di campionato del 2020 e lontana l’ultima senza prendere gol in A, il 6 dicembre a San Siro contro l’Inter.

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