Roma, ombre e luci a San Siro

La squadra di Fonseca paga l’inesperienza dei difensori e regala due gol al Milan, ma riesce a rimontare tre volte

di Redazione, @forzaroma

Il Milan, 22 risultati utili di fila, resta in testa alla classifica (non più a punteggio pieno: il Napoli e Sassuolo staccati di 2), ma la Roma c’è: il pari di San Siro è divertente in quanto abbondante (3-3), scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

Ibrahimovic esce dal campo da capocannoniere. La competitività dei giallorossi, però, sta lievitando. E lo spirito è quello gusto, apprezzato dai Friedkin in tribuna: la rimonta è tripla.

Fonseca, del resto, conferma quanto promesso alla vigilia e va all’attacco. Fuori il marcatore Santon, a destra c’è Karsdorp che è più offensivo del compagno. Sono 8 i cambi dopo la trasferta di giovedì in Svizzera, dove il turnover è stato mirato proprio al match contro i rossoneri: Mirante, Mancini, Ibanez, Spinazzola, Pellegrini, Veretout, Mkhitaryan e Dzeko. Dentro i titolari, insomma, nel 3-4-2-1: lo spartito piace al gruppo e si vede.

Errori, anzi strafalcioni, e non prodezze caratterizzano l’inizio del big match. Nel deserto di San Siro, svuotato anche dai 1000 spettatori cancellati dall’ultimo Dpcm, ecco subito le gaffe difensive che non ti aspetti. Karsdorp non va in pressione su Leao che ha lo spazio per lanciare in profondità Ibrahimovic. Mancini è tagliato fuori, Kumbulla no. Ma liscia. E il centravanti anticipa Mirante per il vantaggio. Il Milan ringrazia. La Roma, però, rimane in partita. Con il palleggio veloce e il pressing alto. Pellegrini parte con dinamismo, Dzeko con autorità. Il tridente, con Pedro e Mkhitaryan sempre vicini al capitano, non danno punti di riferimento.

Il gol del 1° pari, invece, esce dal copione: corner di Pellegrini, imbarazzante uscita a vuoto di Tatarasanu e colpo di testa di Dzeko che sovrasta l’ex Romagnoli. La fisicità del Milan, invece, fa la differenza, nell’area giallorossa. Se ne accorge Mirante che devia in angolo l’incornata di Romagnoli e ringrazia il palo su quella di Kjaer. Il trio dei centrali di Fonseca è timido in ogni duello aereo: Mancini più di Ibanez e Kumbulla. Ma la qualità della Roma spaventa la capolista. Pellegrini accelera scegliendo come interlocutori Dzeko e Pedro, più concreto di Mkhitaryan. Karsdorp cerca di imitare a destra Spinazzola che, a sinistra, è sempre coinvolto. Pellegrini chiama, concludendo al volo da fuori, Tatarusanu al riscatto. Mirante vola sulla punizione di Calhanoglu

Leao, dopo l’intervallo, attacca Karsdorp e prepara il gol di Saelemaekers. Entra in scena, dopo Peres per Karsdorp, Giacomelli con 2 rigori inestistenti. L’arbitro rovescia il fallo di Pedro su Bennacer: Veretout trasforma per il 2° pari. E vede solo lui quello di Mancini su Calhanoglu per la doppietta di Ibrahimovic, nuovo capocannoniere della serie A con 6 reti (10 in campionato contro la Roma, come nessuno tra i giocatori in attività). Kumbulla, 2° gol di fila, cancella la distrazione iniziale con la rete in acrobazia per la rimonta definitiva.

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