Di Francesco ha riconquistato la fiducia dentro lo spogliatoio in 3 gare ha riqualificato il gruppo con intuizioni e chiarimenti

Il picco della Roma, nel tris di successi consecutivi, martedì sera contro il Viktoria Plzen in Champions. In ordine cronologico, dopo le vittorie contro il Frosinone e la Lazio, l'ultima è stata la migliore prestazione dei giallorossi, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

Gol e finalmente spettacolo. Di Francesco, in 7 giorni e 3 partite, ha riqualificato il suo gruppo che, fino a Bologna e quindi nelle prime 6 gare stagionali, è stato spesso irriconoscibile. Senza gioco, identità e anima. I numeri nella settimana della resurrezione coprono definitivamente la crisi: 12 reti realizzate (media di 4 per ogni match) e 1 incassata. Il tecnico ha dovuto rinunciare al 4-3-3 che il suo sistema di gioco preferito per andare incontro ai suoi giocatori e per metterli a loro agio riproponendo il 4-2-3-1, mai scelto dall'inizio fino alla sfida contro il Frosinone. Il sarto che, dunque, cuce l'abito su misura.

Roma vs Viktoria Plzen - Uefa Champions League 2018/2019

Di qui la svolta, chiamando in causa gran parte dei giocatori della rosa (già 23, compreso Strootman, e 9 formazioni diverse in 9 partite). Traccia, però, unica e a capo. Così ha accontentato i senatori, Pastore in primis, schierati tutti insieme e appassionatamente. A seguire, però, ha rilanciato anche i giovani.

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