Roma, l’ultima chiamata

Roma, l’ultima chiamata

I giallorossi devono riscattarsi all’Olimpico con il Parma interrompendo la striscia negativa di 3 sconfitte consecutive

di Redazione, @forzaroma

La classifica da migliorare e la panchina da difendere: l’obiettivo è doppio per Fonseca contro il Parma all’Olimpico (ore 21,45), scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

La striscia negativa della Roma incide sulla posizione del portoghese. Che si ritrova improvvisamente sotto i riflettori e anche sotto Pioli. Il club giallorosso è pronto a mettere in discussione il tecnico, ultimamente confuso e disorientato nella preparazione e nella lettura di ogni partita. Fiducia a tempo.

Si deve riabilitare stasera e sabato a Brescia: match decisivi per la squadra e soprattutto per lui. Le 3 sconfitte di fila hanno lasciato il segno. Il tris non è inedito, già nelle prime 2 settimane di febbraio i giallorossi finirono ko contro il Sassuolo, il Bologna e l’Atalanta. Si sono ripetuti contro il Milan, l’Udinese e il Napoli. Fatale la nuova frenata: fuori dalla zona Champions.

La Roma, crollata dopo il lockdown, è come se si fosse chiamata fuori nel 2020, perdendo più della metà delle gare: 9 ko in 17 match (8 in campionato) da gennaio. “Abbiamo però superato il turno in Europa League“. Fonseca si fa forza, ma sa che è necessaria la virata: “Esiste un problema su cui stiamo lavorando per cambiare. Qui le sconfitte sono molto pesanti e la squadra ha difficoltà a recuperare dopo una sconfitta. Da quella di Napoli ho avuto segnali: credo che faremo meglio contro il Parma“.

Tatticamente il 4-2-3-1 si è confermato vulnerabile: a Napoli ha schierato 5 difensori, subendo comunque 14 tiri. La soluzione sarà riproposta, ma andrà perfezionata.

I punti fatti da Fonseca sono gli stessi, dopo 30 giornate, dello scorso campionato (48), in cui Di Francesco lasciò il posto a Ranieri. “Non è giusto fare paragoni con le altre stagioni. Anche io non posso parlare delle precedenti perché non ne conosco profondamente la realtà. Io so che in questa abbiamo cambiato tanto e fatto tante cose bene. La mia unica preoccupazione è tornare a fare tutto bene. Non dobbiamo dimenticare che siamo all’inizio di un progetto. Conosco tanti allenatori che ora sono vincenti, ma che in partenza non hanno vinto niente“.

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