Roma, l’ora delle scelte

Garcia sa bene ha gli uomini contati o quasi, ma sa pure che insistere su chi sta mezzo e mezzo non porta da nessuna parte e mette a rischio il secondo posto

di Redazione, @forzaroma

Qualcosa, quei quindici/venti minuti finali contro la Juventus, hanno detto. Innanzitutto che ci sono calciatori che hanno bisogno di riposare, Totti su tutti. Poi, che Iturbe e Florenzi sono apparsi più brillanti degli altri, almeno in quel finale speranzoso del monday night. Il concetto è questo: ci sono quattro partite (in 11 giorni) da giocare tutte d’un fiato, Chievo al Bentegodi, Fiorentina in trasferta (ottavo di andata di Europa League), Sampdoria in casa, ancora Fiorentina (ottavi di ritorno di Europa League). Garcia sa bene ha gli uomini contati o quasi, ma sa pure che insistere su chi sta mezzo e mezzo non porta da nessuna parte e mette a rischio il secondo posto. In questa fase serve gente brillante, fresca, che abbia energie. Da ora in poi non ci sono nomi, non ci sono facce, contano le gambe. Se Gervinho non è in condizione, gioca Iturbe, se Ljajic ha bisogno di rifiatare, dentro Verde e così via. Nell’attesa (chissà ancora quanto) di riavere nel pieno delle loro forze e per le partite importanti, Doumbia e Ibarbo, più i vari De Rossi, Pjanic, Manolas, Keita e così via.

 

Ci sono due giocatori che, tornati dalla Coppa d’Africa, non si sono praticamente mai fermati, Gervinho e Keita. Dal Parma a oggi, sempre in campo con rendimento modesto, specialmente l’attaccante che ha mostrato timidi cenni di ripresa solo a Rotterdam. Il maliano ha giocato 25 minuti della sfida d’andata con il Feyenoord, poi sempre in campo con Verona e Juventus, più il ritorno di coppa. Keita in più ha sul groppone pure la sfida di Coppa Italia con la Fiorentina, mentre Gervinho era ancora in Africa (oltre a quelle, niente Empoli e Cagliari). De Rossi è stato gestito diversamente, anche perché veniva da un infortunio muscolare: ha fatto panchina a Verona per essere disponibile con il Feyenoord e con la Juve. Daniele, però, non sta bene (contusione leggera al vasto mediale sinistro) e Nainggolan (ieri un tweet polemico: “Troppa gente parla e giudica senza mai sapere la verità o la persona. Chi capisce, capisce!!!”) ha saltato le ultime due (solo qualche minuto con la Juve). Qui la scelta dovrà essere su chi sta meno peggio tra l’azzurro e Keita. Obbligatoria, almeno per il Chievo, la presenza del belga (confermato l’incontro tra il suo manager Beltrami e Sabatini che ieri si sono visti a Trigoria).

 

Davanti, appare sicuro, prevedere almeno un turno di riposo per Totti. Senza il capitano e senza un altro centravanti, Garcia ha due possibilità: o far giocare Ljajic come trequartista, oppure riproporre Pjanic, pur sapendo che Adem ora non è così ispirato e fa parte del gruppone dei possibili esclusi. Gervinho non potrà giocare tutte le prossime cinque partite e, anche se resta uno dei preferiti di Garcia, dovrà cedere il passo a chi sta meglio di lui. Iturbe è in ripresa, Verde è finito nel dimenticatoio dopo il brillante primo tempo con il Feyenoord. Ne rivedremo qualcuno, inevitabile. Chi in questo momento sembra avere il motorino nelle gambe è Florenzi, elemento tatticamente determinante lo scorso anno. Con il Chievo dovrà per forza tornare a fare il terzino, vista la contemporanea assenza di Torosidis (squalificato) e Maicon (degente da tempo) e Cole dovrà prendere il ruolo di Holebas (febbricitante). Yanga Mbiwa è squalificato e Manolas paga le tante partite giocate fin qui, unico vero titolare del quartetto difensivo. La logica porterebbe a pensare a Spolli-Astori. De Sanctis continuerà a fare il turnover, rinunciando all’Europa League.

 

Sabatini, intanto, sta stringendo per Milner, 29 anni, esterno offensivo del City: il ds, dieci giorni fa, è andato di persona a chiedere informazioni. L’attaccante è in scadenza, ma piace pure al Liverpool.

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