Roma, l’equilibrio sopra la follia

Tra i problemi societari e la zona Champions distante, Fonseca lavora sul gruppo dando certezze tattiche ai giocatori: il nuovo modulo porta sostanza e toglie fragilità

di Redazione, @forzaroma

Jim Pallotta venderà, per ora aspetta un’offerta degna e intanto fa i conti con ciò che ha; la Champions è ormai andata e questo è un danno economico enorme, l’Atalanta è addirittura più forte di prima.

Alla Roma non resta che rallentare la caduta (in classifica) e prepararsi per l’Europa League, quella Final Eight, nella quale, può succedere di tutto, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

La squadra vista l’altra sera non è perfetta, anzi. C’è ancora molto da lavorare, ma quello che abbiamo visto fa ben sperare l’allenatore per un finale di stagione (comunque anomalo) più dignitoso. Fonseca ha scelto di difendere con tre difensori centrali, in questo momento manca Smalling e gli esperimenti hanno portato a un risultato quasi sufficiente. Cristante, non abituato ad agire come difensore centrale, contro il Parma ha sofferto. A Brescia, domani, sarà squalificato: al suo posto, Fonseca sperimenterà altro. Ibanez sta crescendo, e Mancini comunque è affidabile. Una soluzione in più può essere lo spostamento di Kolarov come regista difensivo, lasciando sulla fascia sinistra Spinazzola. A proposito di fasce: gli esterni ora soffrono meno, l’altra sera ha fatto una buona figura anche Bruno Peres, che ha come alternativa (e viceversa) Zappacosta (Santon per ora è out), che ha bisogno di giocare con continuità per ritrovare la forma migliore.

Ciò che sembra funzionare meglio è il pacchetto dei trequartisti: Mkhitaryan e Pellegrini, dietro a Dzeko, hanno potuto evidenziare le loro qualità.

Non è escluso che l’allenatore possa rilanciare dal primo minuto Zaniolo. Scalpita anche Villar, che però è ancora acerbo: lo spagnolo può essere ruotato con Diawara, Veretout e lo stesso Cristante nel ruolo di mediano.

La Roma è tornata a far funzionare il possesso palla e quindi il dominio del gioco: contro il Parma ha chiuso con il 58,6 per cento, con 8 tiri in porta (ha ripreso a tirare da lontano, vedi la rete di Veretout) e 39 cross dagli esterni. E ha subito invece un solo tiro in porta. Cosa insolita, visti i precedenti contro Sampdoria, Milan, Udinese e Napoli, quando prima Mirante e poi Pau Lopez sono stati i migliori in campo. E quando il migliore è sempre il portiere, c’è qualcosa che non quadra.

Ciò che è mancato, anche per ammissione di Fonseca, è la finalizzazione. E questo chiama in causa Dzeko, che si è fermato dopo la doppietta contro la Sampdoria. Ci sta che contro il Brescia giochi Kalinic. Del resto l’equilibrio che sta cercando Fonseca non è solo tattico, ma anche fisico. Ci sono calciatori che dovranno essere al top per i primi di agosto, quando finirà il campionato e comincerà l’Europa League.

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