Roma, la nuova era nel segno di Fonseca

Roma, la nuova era nel segno di Fonseca

Il tecnico, con la prestazione nel derby, ha tracciato la strada giusta per il futuro: non esistono gerarchie, in campo va chi è in forma e chi interpreta meglio il suo calcio

di Redazione, @forzaroma

Finalmente il varo della Roma di Fonseca, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Al 29 match stagionale (21° di campionato), eccola prendere il largo nel derby di ritorno. Anche il management di Pallotta, salutato definitivamente dalla Sud con la coroegrafia su misura (vecchio stemma e a casa, senza se e senza ma), ha capito che la nuova éra, e non solo quella della società che entro metà febbraio sarà di Friedkin, può cominciare sotto il segno di Zorro.

Il portoghese, gettando la maschera proprio nel pomeriggio più complicato, ha svelato in via definitiva il suo calcio. Il pubblico ha apprezzato l’esibizione. E anche la dirigenza, pur con l’amarezza di non aver vinto la sfida Capitale.

Adesso Paulo va solo seguito. In campo, cioè durante gli allenamenti e nelle partite, e soprattutto fuori. Fienga e Petrachi devono metterlo in condizione di lavorare per il rilancio del club giallorosso, appoggiandolo nello spogliatoio e accontentandolo sul mercato.

La strategia di Fonseca, preparazione della partita e sviluppo della stessa, è stata perfetta. Nei concetti, nelle marcature e nei movimenti. Ancora di più nelle scelte. Il portoghese ha rifondato la Roma dal basso per farla stare in alto. Con il baricentro, il pressing e l’aggressività. E cambiando i terzini. Fuori i titolari Florenzi e Kolarov.

Messaggio al gruppo. Oggi Santon e Spinazzola sono più pronti. Il primo è più difensore di Florenzi, l’altro corre più di Kolarov. Uno capace pure di stringersi a Mancini e Smalling. E quello scartato dall’Inter la scorsa settimana di fare l’ala.

E Under, unica opzione dopo l’uscita di scena di Zaniolo. Diretto nel dialogo con le riserve. E con chi ha dovuto escludere. La sua traccia nasce in corsia: esterni bassi e alti. Sui lati ha costruito il derby. Ha studiato la Lazio e modificato la Roma come spesso è accaduto in stagione: marcature ad personam in mezzo al campo.

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