Roma. la festa infinita

Dopo la notte esaltante, il risveglio pensando fosse solo un sogno: da Testaccio a Garbatella riti, sfottò, bandiere e cocktail speciali

di Redazione, @forzaroma

Il giorno dopo Roma-Barcellona la capitale ha occhi di bambini che hanno pianto di gioia e che sotto il grembiule indossano fieri la maglia della Roma, come scrive Raffaella Troili su Il Messaggero.

Nella capitale in semifinale di Champions dopo i bagordi inaspettati, anche il presidente della Roma James Pallotta si becca una multa da 450 euro per il suo tuffo notturno nella Fontana dei Leoni a piazza del Popolo. Si scuserà di persona con la sindaca Virginia Raggi, annunciando di voler donare alla città 230mila euro per finanziare il restauro della fontana davanti al Pantheon.

Il giorno dopo l’impresa negli uffici e nelle banche c’è gente senza voce, reduce dallo Stadio e dal post partita di piazza.

C’è Venditti in radio che canta dentro il bar dei Cesaroni nel Roma club Garbatella. È l’ora della siesta, Gaetano Mantini ancora non ci crede “mi devo ancora riprendere, sono tornato a casa e ho detto a mia moglie: ma siamo noi?”. È stato bello, lo è anche ricordarlo, “sembrava la festa del Patrono” i cortili illuminati a giorno dai fuochi d’artificio.

Il tifoso romanista dopo il primo gol resta esattamente nel punto in cui si trova per tutta la partita. C’è chi ha costretto la moglie in cucina, chi non ha fatto entrare il cane. Funziona così”, spiega Tiziano Barbotta dietro al bancone del Mi Garba caffè in via Massaia.

Non solo sfottò. Melograno, succo d’arancia, un pochino di vodka, qualche segreto e “tanto amore per la Roma”: da Linari a Testaccio solo per l’occasione hanno inventato su due piedi un cocktail un po’ giallo e un po’ rosso.

Poco lontano nel club della Roma di Testaccio, Sergio Rosi mostra la chicca del giorno: la bandiera della Lupa con la pipa. “L’ha fatta mia moglie, la tiro fuori per le grandi occasioni : indica, come si dice a Roma, che amo vinto co la pippa in bocca, è stata una passeggiata insomma”.

Anche alla Villetta, spesso ritrovo dei calciatori giallorossi, Claudio Olivetti ha introdotto nel menù romanesco “un cacio e pepe al sogno, con orecchietta gigante in nome della Champions, la coppa dalle grandi orecchie”.

 

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