Roma in alta quota

Roma in alta quota

Bel gioco, punti e forza del gruppo: così Fonseca ha riportato la squadra in zona Champions

di Redazione, @forzaroma

Tanto di buono in una prestazione così e così. Il giorno dopo Bologna le riflessioni sono più serene, meno spinte dall’emozione del momento, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Intanto un dato: la Roma è in zona Champions, cosa che lo scorso anno, in tutto il campionato, non le era mai successa, al massimo, nell’ultima stagione di Di Francesco, è stata a un punto dal quarto posto (solo nella giornata numero 34, davanti c’era l’Atalanta).

La mano di Fonseca si comincia a vedere nel gioco, nella tenuta atletica (infortuni a parte) e nei risultati (sono tre i punti in più rispetto allo scorso anno). Si vede per coinvolgimento dei calciatori, basti pensare a Kluivert (o Pastore), anonimo lo scorso anno, sempre titolare in questo. Di riflesso, c’è l’unica nota stonata chiamata Zaniolo, uno degli uomini più in forma, partito dalla panchina nelle ultime due partite di campionato, dopo essersi esaltato come uno dei migliori in campo nella sfida di Europa League. Nicolò questa storia la soffre, e con il Bologna è entrato in campo con un pizzico di nervosismo di troppo, che gli è costato l’ammonizione.

La partita del Dall’Ara cosa altro ha detto, poi?  Migliorano i due centrali Fazio e Mancini (al quale va imputata la sciocchezza sull’espulsione ma la sua prestazione non è stata negativa), in attesa di Smalling, è migliorata tutta la fase difensiva, e in questo Veretout dà una grossa mano.

La squadra segna molto ma ancora prende troppi gol (fino a ora solo una volta, in Coppa, Pau Lopez è uscito imbattuto): dieci sono le reti fatte e sette quelle subite, la differenza è ancora esigua.

Ciò che ha colpito della squadra è stata la reazione dopo la rete del pareggio del Bologna, su calcio di rigore molto contestato. In dieci, mostrando una condizione fisica invidiabile, ci ha creduto fino alla fine e lo strappo a pochi secondi dal gong di Veretout, in stile Nainggolan, lo dimostra, così come la lucidità di Pellegrini nel servire il pallone gol a Dzeko. E’ stata, insomma, la classica partita che un anno fa la Roma l’avrebbe molto probabilmente perso.

Il derby ha cambiato la stagione, specie per i nuovi acquisti. Il difficile è continuare, ma le premesse per far bene ci sono tutte.

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