Roma, il ritiro della discordia

Roma, il ritiro della discordia

Fonseca e i dirigenti cancellano Pinzolo. Appuntamento dopo il 5 a Trigoria, i tifosi infuriati

di Redazione, @forzaroma

Di sicuro, i primi a esultare sono stati i calciatori: sempre un piacere allungare le ferie e riorganizzarsi last minute non è certo un problema, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

La Roma ha deciso di rinunciare al ritiro di Pinzolo, all’improvviso. La sera prima si va, kit pronto per calciatori e dipendenti, il giorno dopo no, tutto al mare. Fonseca ci ha messo del suo, condividendo le sue necessità con i dirigenti: hanno valutato e capito che aveva poco senso andare in Val Rendena con pochi giocatori a disposizione e magari con lo strascico di qualche (ultima) cessione mal digerita, che sarebbe servita solo ad avvelenare (ancor di più) il clima montanaro. Mettiamoci pure che a Trigoria, dopo una serie di colloqui-sollecitazioni corpose con la Uefa, hanno ormai quasi la certezza che il preliminare di Europa League non si farà. E quindi, che motivo c’era di lavorare dal 29 giugno? Zero.

Meglio allungare di qualche giorno, pagare una penale salata e cominciare la stagione con le idee più chiare e una rosa, forse, più definita-definitiva.

Penalizzati tutti coloro che avevano prenotato un albergo a Pinzolo, a cui la Roma, come specificato nel comunicato di ieri mattina, penserà in qualche modo.

La Roma adesso ha imposto un nuovo rompete le righe. Non c’è certezza nemmeno sul nuovo appuntamento: il 5 in caso di preliminari, 6-7 o 8 in caso contrario. Insomma, non prima del 5 luglio a Trigoria. Tutto il resto è in divenire: dall’ipotesi altro ritiro montanaro fino a soggiorno a Boston, nessuna ipotesi è stata per il momento presa in considerazione. Amichevoli sì, quelle si faranno. Con chi? Non si sa.

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