Roma, il mercato di ritorno

Gli acquisti di Monchi danno timidi segnali di risveglio: Schick appare il più avanti, Pastore è ancora in difficoltà

di Redazione, @forzaroma

A volte ritornano, la speranza, è che restino anche, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Se Schick avesse saputo che sarebbe bastato un mental coach per uscire dalla sindrome di Calimero, forse si sarebbe mosso prima. Non si sarebbero persi sei mesi (o forse più). Patrik ha preso coscienza, ha reagito, passo dopo passo: 5 delle ultime 8 partite di campionato le ha giocate da titolare, più due di Champions e una di Coppa Italia. Percorso che lo ha portato al sorriso dell’altra sera. E’ quel sentirsi utile che fa la differenza. Poi, i gol: una conseguenza.

Quella contro l’Entella – ricordiamolo, squadra di due categorie inferiore alla Roma – per Patrik è stata una piccola/grande ripartenza verso la resurrezione definitiva. Si attendono conferme. Così come per gli altri, quelle scommesse fatte da Monchi in questi quasi due anni di giallorosso: Karsdorp, Marcano, Pastore. Chi più chi meno ha sfruttato la sua chance. Pastore è ancora lontano da una condizione accettabile. Il problema è pure che, in questi mesi gli sono passati davanti Pellegrini e Zaniolo. Ora è dura.

Segnali di ripresa anche per Karsdorp che non giocava 90 minuti dai tempi del Feyenoord: sfida contro Heerenveen, 19 marzo 2017. Anche lui, come Pastore, si ritrova il ruolo intasato: Florenzi e Santon, anche se quest’ultimo non sta bene. Doveva partire (volontà del club), lui vorrebbe restare (sta per diventare papà e vorrebbe far nascere il figlio nella capitale). L’olandese ha mostrato una buona gamba, è sicuramente meno affidabile in fase difensiva. Sotto questo aspetto, Florenzi e Santon, offrono più garanzie.

Su Marcano, discorso diverso: è arrivato a parametro zero e ha giocato poco. Il piccolo risveglio di coppa e l’infortunio di Jesus cambiano i piani: non si muove. Se un gol e una buona prestazione serviranno per risvegliare certe sue ambizioni, la Roma avrà un difensore affidabile in più. Ivan ha rivisto il campo l’altra sera dopo la sfida del 12 dicembre in Champions contro il Plzen e in campionato non giocava titolare dalla partita contro la Spal, 20 ottobre. Ora la Roma deve prendere comunque un altro difensore, non perché si priverà di Marcano ma perché, almeno per un mese – se va bene – dovrà fare a meno di Jesus.

Miranda è il nome giusto, perché pronto subito. Si tratta. Per il futuro, oltre a Gianluca Mancini (1996), c’è il giovane (classe 2000) Nome Ozan Muhammed Kabak. Ma siamo già troppo avanti. Il difensore serve ora. Come il centrocampista, forse.

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