Roma, il futuro parte con un pesante ritardo

Roma, il futuro parte con un pesante ritardo

Le incertezze sul cambio di proprietà e l’emergenza sanitaria riducono l’operatività sul mercato

di Redazione, @forzaroma

La Premier chiama ma a Trigoria, per ora, non risponde nessuno, scrive Stefano Carina su Il Messaggero

Non potrebbe essere altrimenti. Lo stop ai campionati nazionali più quello delle competizioni europee e, sommati allo stand-by della trattativa tra Pallotta e Friedkin, riduce l’operatività del club.

A partire dai riscatti di Smalling e Mkhitaryan ma non solo. Nelle idee della Roma, ad esempio, marzo doveva essere il mese per iniziare a parlare del rinnovo di Pellegrini.

Manchester United e Arsenal non hanno intenzione di fare sconti. Soprattutto nel momento in cui, proprio grazie all’impiego di Fonseca – che ha spostato la ripresa a mercoledì e che ieri ha rilanciato un appello sui social a restare a casa: «L’emergenza ci separa, ma saremo più uniti in futuro» – entrambi si sono rivalutati.

È l’altra faccia del “mercato furbo” di Petrachi. Così prima Solskjaer (“Smalling tornerà qui“) e poi Arteta (“Mkhitaryan mi è sempre piaciuto”) hanno lanciato segnali inequivocabili.

Non conoscendo il futuro business-plan di Friedkin è tutto fermo. Si può dunque chiedere il rinnovo di un prestito (leggi Zappacosta) ma altro non è possibile, anche alla luce della corsa in salita al quarto posto. Aspettando che la trattativa per la cessione del club riparta, le uniche certezze (negative) arrivano dalla semestrale chiusa a -87 milioni con una previsione per giugno di un rosso di -110.

 

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