Roma, il futuro è in corso

Gruppo al lavoro a Trigoria, Di Francesco al secondo anno come Monchi: è partito solo un big, la rosa è da completare. Dieci volti nuovi, Pastore e Cristante gli unici sulla carta titolari e poi tanti talenti che il tecnico dovrà valorizzare

di Redazione, @forzaroma

Il ritiro a Trigoria prende il via anticipato da un tweet di Di Francesco: “siamo pronti a ricominciare”, slogan di una nota canzone da curva. La Roma ricomincia. Un po’ più pronta rispetto alla ripartenza dello scorso anno, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Anche se la Roma è ancora incompleta. E’ un’altra Roma, è un altro Di Francesco ed è un altro Monchi.

La rosa è extralarge: ci sono dieci calciatori nuovi rispetto alla passata stagione (non tutti titolari, Coric, Marcano, Cristante, Kluivert, Mirante, Santon, Zaniolo, Bianda, Pastore, Fuzato) e un solo big in meno, Nainggolan. Ballano due nodi: Florenzi e Alisson (“se arrivano offerte le valutiamo”, ha ribadito Monchi), più un paio di ruoli ancora da decifrare, l’esterno alto ed eventualmente un centrocampista in più nel caso di ulteriore cessione in mezzo al campo. Quindi, ad occhio: ne potrebbero partire due e arrivare altri due.

Tra i nuovi arrivati non tutti saranno titolari. Uno di questi però lo è, Pastore, individuato come uomo di qualità al posto della muscolarità della passata stagione. Inoltre una serie di giovani da studiare e svezzare, come Coric, Kluivert, Bianda. Marcano è l’esperto che ha preso il posto di Moreno, che l’anno passato ha fallito. L’altra novità è il ritiro a Trigoria, che ha subito un restyling quasi totale. Nuova la palestra, nuove le camere, nuova la parte esterna. A Roma fa caldo, ma lavorare a Trigoria può eliminare molti stress, che poi verranno incamerati durante la tournée statunitense.

Un altro DiFrancesco. E’ al secondo anno, il che vuol dire conoscenza maggiore del gruppo e dell’ambiente. Abitudini consolidate e soprattutto la facoltà di scelte che lo scorso anno, per una serie di motivi, ha dovuto più subire che fare. Ha voluto un calciatore tecnico in mezzo al campo, ed è arrivato Pastore; ha voluto rinfrescare i ruoli di attaccanti esterni ed ecco Kluivert. Se riuscisse nel miracolo di tenere Alisson, sarebbe meglio, ma questo non dipenderà solo da lui.

Un altro Monchi. La vera stagione da ds è questa. Lo scorso anno ha dovuto prima subire il mercato (in uscita) poi farlo. Molto bene, al di là delle più rosee aspettative, Kolarov e in parte Under. Quest’anno è entrato nel decisionismo: in negativo (cedere Nainggolan) e in positivo (mettere la faccia – andando ad accoglierlo all’aeroporto – su un calciatore come Santon).

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